Influiscono solo sull'8 per cento

La guerra del governo alle Ong è, numeri alla mano, poco sensata

La guerra del governo alle Ong è, numeri alla mano, poco sensata
17 Luglio 2019 ore 09:05
Foto in apertura: Maud Veith – SOS Méditerranée

 

La battaglia che sta portando avanti il Governo potrebbe far pensare che la maggior parte degli sbarchi di immigrati sul territorio italiano avvenga grazie alle Ong, eppure i dati mostrano una realtà ben diversa.

 

 

La guerra alle Ong. Il numero degli sbarchi in Italia ha subito un drastico calo a partire dall’estate del 2017, fino a raggiungere una diminuzione addirittura del 95 per cento nel 2019. Gli arrivi, però, non si sono del tutto fermati, nonostante gli annunci del Governo e la dura battaglia portata avanti nei confronti delle Ong, più volte definite «criminali». Le varie inchieste aperte a carico dei comandanti delle navi e dei responsabili delle varie associazioni di volontariato che operano nel Mediterraneo si sono però fin qui concluse con assoluzioni e archiviazioni, permettendo loro di continuare le missioni di ricerca e salvataggio. Anche le presunte collusioni con i trafficanti e le pesanti accuse che sono costate loro l’etichetta di “taxi del mare” non sono state in questi anni supportate da prove concrete.

 

 

I numeri reali. La grande attenzione mediatica e politica ha convinto molte persone che il contributo delle Ong all’aumento degli sbarchi sia notevole, se non addirittura determinante, ma i numeri raccolti in questi mesi dicono l’opposto. Il ricercatore dell’Ispi Matteo Villa ha incrociato i dati ufficiali pubblicati dal Ministero degli Interni e dalla Guardia di Finanza, quantificando in maniera precisa l’impatto delle Ong. Tra gennaio e luglio di quest’anno si sono registrati 3.073 sbarchi, di questi soltanto 248 sono stati possibili grazie alle Ong: circa l’8 per cento. Il restante 92 per cento, di cui però nessuno sembra preoccuparsi, è avvenuto tramite i cosiddetti “sbarchi fantasma”, sfuggendo ai controlli oppure tramite piccole imbarcazioni che una volta entrate nei confini delle acque territoriali italiane sono state trainate in porto dalle forze dell’ordine.

 

 

Il “pull-factor”. Anche l’esistenza del “pull-factor”, ovvero la capacità delle Ong di aumentare le partenze e di attrarre maggiori migranti, sembra essere smentita dai dati. Le Ong, infatti, non sono attive costantemente nel Mediterraneo: dall’inizio dell’anno hanno compiuto soltanto sette missioni, rimanendo presenti in mare 31 giorni su 187. La presenza saltuaria al largo delle coste libiche, oltre a essere un’altra prova dello scarso impatto delle Ong sul fenomeno migratorio, ha permesso di calcolare eventuali variazioni sul numero di partenze. Nei 31 giorni in cui le Ong sono state impegnate nella ricerca e soccorso, si sono registrate 32 partenze al giorno dalla Libia, poco meno delle 34 partenze al giorno registrate nei giorni in cui erano invece assenti. In breve: il pull-factor non esiste.

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