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La Lega contro l’ordinanza anti-asporto: «Si studino altre soluzioni per la ripresa»

Il provvedimento prevede, per le bevande, la consumazione obbligatoria al tavolo dalle 19 alle 7

La Lega contro l’ordinanza anti-asporto: «Si studino altre soluzioni per la ripresa»
Bergamo, 15 Settembre 2020 ore 11:12

Almeno fino al 15 ottobre chi vuole bere qualcosa la sera (e non necessariamente alcolici) deve sedersi ai tavolini di un bar. La norma, stabilita da Palazzo Frizzoni il 18 giungo scorso per evitare possibili assembramenti nelle ore della movida e rilanciare l’attività dei locali, ha però fatto storcere il naso nell’ultimo periodo alla Lega, che la ritiene insufficiente non soltanto per evitare che le persone si riuniscano in gruppetti ma anche per favorire il commercio.

Per questa ragione i consiglieri comunali del Carroccio hanno depositato un ordine del giorno in cui chiedono di revocare l’ordinanza “anti-asporto” e di seguire invece seguendo «l’esempio di altri capoluoghi lombardi, Milano e Brescia, dove si sono studiate altri tipi di soluzioni per accompagnare la ripresa delle attività commerciali».

Il gruppo leghista evidenzia che simili provvedimenti anti-movida sono sì stati emanati da altre amministrazioni, le quali però dopo pochi giorni sono dovute tornare sui loro passi revocando le ordinanze. Inoltre, la norma «è valida solo all’interno del Comune di Bergamo e non nelle province limitrofe – aggiungono i consiglieri comunali –. I commercianti lamentano grosse difficoltà nella gestione delle proprie attività in seguito al regolamento imposto e l’ordinanza non limita gli assembramenti visto che spesso fuori dai locali si creano code di persone in attesa».

«L’emergenza sanitaria si sta lentamente allontanando e bisogna cercare di provare a tornare alla normalità – conclude la Lega -.
Con il calare delle temperature diversi consumatori sceglieranno posti chiusi invece che all’aperto. Favorire l’asporto e aumentare le porzioni di terreno su cui disperdere i clienti invece che concentrarli in aree limitate potrebbe essere una valida alternativa per il contrasto degli assembramenti».

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