Finalmente l'annuncio

La Lombardia è “zona rossa”, da venerdì 6 sarà lockdown: il video e le misure previste

04 Novembre 2020 ore 20:38

È ufficiale, la Lombardia fa parte delle “zone rosse” individuate dal Governo. Lo ha annunciato poco fa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, specificando che il nuovo Dpcm entrerà in vigore da venerdì 6 novembre. «Abbiamo preso questa decisione per consentire a tutti di disporre del tempo congruo per organizzare le proprie attività», ha spiegato il premier.

Nello specifico, le Regioni inclusi nella “zona rossa” faranno parte Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta per le quali valgono le seguenti misure restrittive.

  • Vietato ogni spostamento anche all’interno del proprio Comune, salvo che per ragioni di lavoro o di prima necessità
  • Chiusi bar e ristoranti. L’asporto è consentito fino alle 22 e non sono previste restrizioni per quanto riguarda la consegna a domicilio
  • Chiusi i negozi, tranne quelli che vendono beni di prima necessità
  • Aperte edicole, farmacie, tabaccherie, lavanderie, barbieri e parrucchieri. Chiusi i centri estetici
  • Didattica distanza prevista a partire dalla seconda media
  • Chiusi i cinema, i musei, le mostre, le sale gioco e scommesse
  • Fissato il limite della capienza al 50 per cento sui mezzi pubblici
  • Sono annullati tutti i concorsi pubblici e privati tranne quelli per i medici, gli operatori sanitari e per la protezione civile

«Le ordinanze del Ministro della Salute non saranno arbitrarie ma recepiranno i dati del monitoraggio periodico dell’Istituto superiore di sanità e dei rappresentanti delle Regioni – ha aggiunto Conte -. Se una Regione dovesse rientrare per non meno di 14 giorni in una condizione di rischio più bassa potrà essere assoggettata a un regime di misure meno restrittive».

Il premier, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha poi spiegato che un margine per attuare misure differenti non solo per le Regioni, ma addirittura per le singole province, ci sarebbe, sebbene la cosa non sia semplicissima sulla base dei dati. In altre parole, Conte non esclude questa opzione, ma ha fatto anche capire che non sarà così facile da attuare. Questa è una cosa che interessa particolarmente la provincia di Bergamo, una di quelle “messe meglio” in Lombardia (l’unica con un Rt pari o inferiore a 1,5).

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