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il progetto di riqualificazione

La nuova vita dell'Hotel Commercio e dell'ex Archivio di Stato: ospiteranno un albergo

Il piano è stato presentato dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo. Sarà recuperato anche il Chiostro di Santo Spirito

La nuova vita dell'Hotel Commercio e dell'ex Archivio di Stato: ospiteranno un albergo
Cronaca Bergamo, 20 Gennaio 2021 ore 15:39

Dopo anni di abbandono, l’immobile che comprende quelli che in passato erano conosciuti come l’hotel Commercio e come la sede dell'Archivio di Stato tornerà ad essere fruibile dall'intera cittadinanza. La Fondazione Istituti Educativi di Bergamo ha infatti presentato oggi, mercoledì 20 gennaio, il progetto di riqualificazione di un luogo dal grande valore storico e artistico, simbolo della città di Bergamo. Un piano studiato per integrarsi con il tessuto storico del quartiere, soprattutto con la contigua chiesa di Santo Spirito e che prevede un corposo recupero conservativo del patrimonio architettonico esistente. L’edificio conserverà la vocazione ricettivo alberghiera e sarà gestito del gruppo HB Hotels.

«Questo progetto nasce allo scopo di dare nuova vita e di riqualificare spazi dal grande valore storico che, purtroppo, hanno vissuto anni di degrado e abbandono – commenta Luigi Sorzi, presidente della Fondazione -. Il recupero dell'ex hotel Commercio, dell’ex sede dell’Archivio di Stato e dello splendido ma attualmente fatiscente Chiostro di Santo Spirito saranno funzionali anche al quartiere, favorendone il popolamento e la crescita economica grazie alla nuova struttura ricettiva che ospiterà turisti e ospiti in visita alla città. Allo stesso tempo vogliamo restituire alla città opere che il tempo e l'incuria hanno in parte compromesso e che sono a magazzino dal 1926».

«Recupereremo gli antichi intonaci decorati, così come i bellissimi cornicioni in cotto cinquecenteschi occultati da strati di tinteggiature, i dipinti e gli affreschi – aggiunge Mauro Bonomelli, consigliere degli Istituti Educativi -. Il complesso di Santo Spirito si trova in un luogo strategico della città e fa parte di uno dei quartieri più caratteristici: un simile intervento mette al centro i temi della riqualificazione, della valorizzazione degli spazi e della rigenerazione urbana, oggi più che mai di primaria importanza».

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Il progetto prevede anche la realizzazione di un bar aperto per i clienti esterni e un'area di convivialità e ritrovo per i cittadini dalla quale poter apprezzare il lavoro di recupero della struttura. A guidare la struttura ricettiva sarà il gruppo HB Hotels, società che oggi gestisce svariate strutture ricettive e che è stata selezionata dalla Fondazione attraverso una manifestazione d’interessa. «Abbiamo creduto in questo progetto fin da subito – dichiara Matteo Zambanini, amministratore delegato del gruppo -. Essere nel cuore della città all'interno di un palazzo storico di così alto valore permette di dare ai propri clienti, sia del segmento leisure sia di quello business, un luogo intimo e allo stesso tempo di una grandezza e forza artistica che va a completare la visita della città e l'ospitalità nel suo complesso».

Il progetto, rispettando le ripartizioni murarie originali, compreso i solai voltati, prevede il mantenimento dell’ingresso “storico” dell’albergo da Via Tasso per l'attività di bar, le sale bar e lounge bar e la sala d’attesa. Particolarmente importante l'intervento che unirà i due corpi di fabbrica esistenti, ampliando la funzione alberghiera anche agli spazi dell'ex archivio di Stato. «La pregevole sala al piano terra, un tempo usata come sala convegni dell'ex Archivio di Stato, diventerà la sala ristorante per gli ospiti dell'albergo, mantenendo intatti gli spazi attuali – spiega l’architetto progettista Mara Garatti -. Ai piani superiori saranno collocate le camere e verranno mantenuti i corridoi voltati. Al piano interrato verrà creata una piccola Spa».

Nel salone principale sarà invece ricollocato il ciclo pittorico risalente al 1521, costituito da quattordici vele monocrome raffiguranti le Storie della vita di Sant’Agostino, il Cristo Risorto e, nelle sezioni laterali, Angeli con i simboli della passione. Un lavoro di restauro conservativo complesso, che presenta «non poche criticità dettate dalle difficoltà imposte dalle tecniche esecutive - continua la restauratrice Roberta Grazioli -, da un degrado diffuso e dal desiderio di stabilire un dialogo tra ciò che è sopravvissuto e il contesto».