Cronaca
Un biglietto da visita da sfruttare

La passerella è un successone Ma non in tutti i Comuni del Sebino

La passerella è un successone Ma non in tutti i Comuni del Sebino
Cronaca 25 Giugno 2016 ore 05:30

270mila presenza in appena 4 giorni. Sono questi i numeri da capogiro di The Floating Piers, E se la media rimanesse questa, il 3 luglio potremmo veder superato anche il milione di visitatori, il doppio circa delle stime degli organizzatori. Dati che non possono che far gioire Christo e tutti quegli amministratori locali che, sin dalle prime battute, hanno fortemente creduto nel progetto, in primis i sindaci di Sulzano e Montisola. Certo, qualche inconveniente questo afflusso continuo di persone l'ha creato: non tanto le lunghissime code e le interminabili attese, ampiamente prevedibili, quanto la decisione della chiusura notturna dell'opera, presa dal Prefetto di Brescia onde evitare che la passerella si usurasse prima del 3 luglio. Niente passeggiate al chiaro di luna dunque a partire dalla notte tra il 24 e il 25 giugno.

 

peschiera maraglio montisola christo passerella

 

La gioia dei commercianti di Montisola. Poco importa, tanto la notte negozi e ristoranti son chiusi. Sì, perché tra coloro che più festeggiano questo successo ci sono i commercianti di Montisola, i quali parlano di guadagni addirittura quintuplicati rispetto alla media del periodo. Gli affari vanno a gonfie vele: i ristoranti sono tutti sempre pieni, per non parlare degli alberghi. Molte attività si sono viste "costrette" ad assumere nuovo personale per far fronte all'onda di turisti, roba che neppure negli agosti migliori. I visitatori arrivano un po' da tutto il mondo, infatti quelli più desiderosi di assaggiare le prelibatezze dell'isola lacustre (sarde essiccate, salame nostrano e pesce di lago) sono loro, mentre i "locali" (almeno il 50 percento degli avventori della passerella) già conoscono le leccornie di Montisola e si godono soltanto l'opera. Alcuni commercianti non hanno dubbi: nemmeno con la tradizionale e bellissima Festa dei Fiori si ottengono risultati del genere.

La delusione nel resto del Sebino. Ma nel resto del Sebino come va? Decisamente non allo stesso modo. È vero, The Floating Piers è uno strepitoso biglietto da visita mondiale per un territorio che, fino a oggi, era a molti sconosciuto, ma pare proprio che, al momento, al di fuori di Montisola siano ben pochi i commercianti contenti. Già a Sulzano, infatti, la solfa cambia: la decisione del Prefetto di Brescia di chiudere l'accesso al territorio comunale a mezzi motorizzati, biciclette e pedoni, infatti, ha di fatto calato l'apporto di ipotetici clienti. Tutti quelli che arrivano nel Comune da cui parte la passerella, si mettono semplicemente in coda per iniziare la loro passeggiata. E per ristoratori e albergatori è una vera sofferenza. Così come in molte altre zone del Sebino, dove l'effetto Christo quasi non si vede neppure. Prendiamo Sarnico: le aree realizzate appositamente per accogliere i visitatori finora hanno battuto la fiacca, marcando un inatteso flop. E lo stesso vale per le realtà commerciali che, ad oggi, hanno incassato solo tanta delusione. Raggiunto da L'Eco di Bergamo, l'assessore al Turismo di Sarnico, Lorenzo Bellini, ha spiegato: «Nei primi tre giorni abbiamo imbarcato oltre 8mila visitatori, ma si può far di più. Basti pensare che i battelli del pomeriggio e della sera hanno ancora tanta disponibilità. I collegamenti non mancano, sono 9 nei giorni infrasettimanali, 12 dal venerdì alla domenica. Abbiamo creato 6 parcheggi dedicati per oltre 500 posti al costo di 10 euro per l’intera giornata, e fatta esclusione per quello di Paratico nei pressi dell’ex stazione Fs, gestito dall’Autorità dei laghi, con 310 posti e utilizzato al 50 percento delle potenzialità, gli altri sono rimasti poco frequentati. Insomma, vale la pena scegliere Sarnico per sbarcare nel cuore dell’opera e al prezzo di 9 euro di biglietto per un ticket di andata e ritorno, ci si ritrova sulla passerella».

 

code battelli sarnico the floating piers passerella christo

 

Mugugni e lamentele: la ricaduta sul Sebino che ci si attendeva (ancora) non c’è. Un'analisi che richiama alla memoria la critica mossa da Vittorio Sgarbi all'opera di Christo. Forse la più lucida tra quelle piovute addosso alla passerella color giallo dalia: è un peccato che non si sia colta l'occasione per far conoscere davvero le tante altre ricchezze dei Comuni che abbracciano il lago d'Iseo. Ricchezze artistiche, ma anche commerciali, enogastronomiche, industriali. Va detto che gli amministratori locali stanno facendo il possibile. Come riporta il Corriere della Sera Bergamo, infatti, alcuni tesori del Sebino hanno moltiplicato gli sforzi nella speranza che un po' di affluenza passasse dalla passerella ai Comuni limitrofi. A Lovere la piazza XIII Martiri ha un'illuminazione artistica appositamente studiata, così come il ponte che collega Sarnico a Paratico. A Predore il sito romano, inserito nella promozione sovracomunale del Parco archeologico diffuso, ha raddoppiato l’apertura: da lunedì a domenica dalle 18 alle 22 e domenica anche dalle 9 alle 13. La chiesa di Santa Maria della Neve a Pisogne, con gli affreschi del Romanino, è invece aperta dalle 10 alle 20 senza giorno di chiusura. In molti paesi del Sebino ogni sera c'è un evento. Eppure la luce riflessa stenta ad arrivare e le aspettative, per ora, restano deluse.

Nel futuro, chissà. Luigi Trigona, presidente di Turismo Bergamo, cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno: «La passerella non è un evento effimero, ma un’occasione per evidenziare le bellezze d’Iseo. Quest’opera di Land Art resterà impressa nella memoria come il fascino del paesaggio lacustre». Più o meno dello stesso avviso è Marco Albertario, direttore dell’Accademia Tadini di Lovere: «La passerella di Christo è come un colpo di evidenziatore giallo sulle acque blu del lago di Iseo, ricco di storie da raccontare. L’importante è non usarlo per un turismo mordi e fuggi. L’installazione The Floating Pears può essere un invito, ma l’auspicio è che la gente non si concentri solo a camminare sull’acqua, ma si guardi attorno, per ammirare le coste con i suoi piccoli centri, custodi di tesori su cui si sta lavorando per la valorizzazione». Insomma, la speranza è che la delusione di oggi possa trasformarsi, nei prossimi mesi, in soddisfazione. The Floating Piers, infatti, avrà effetti ben più lunghi delle due settimane di apertura: per 16 giorni il mondo ha gli occhi puntati sul Sebino e se oggi la maggior parte dei visitatori si concentra (comprensibilmente) su Montisola, un domani potrà concentrarsi sulle altre bellezze di questo territorio. Lo sperano i commercianti, lo speriamo anche noi.

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