Inquinamento da smog

La questione delle polveri sottili (e un grafico sull'aria di Bergamo)

La questione delle polveri sottili (e un grafico sull'aria di Bergamo)
Cronaca 19 Ottobre 2017 ore 05:00

E meno male che con quest’estate infinita le temperature si mantengono alte e quindi nelle case le caldaie, se sono accese, vanno ancora al minimo. Il problema è che siamo ala metà di ottobre, l’inverno è tutto davanti e già i giorni di sforamento del Pm10 in molte città del Nord sono al limite. E tante stanno prendendo le contromisure.

La scelta di Milano. Giuseppe Sala a Milano ha deciso di anticipare l’entrata in vigore del protocollo firmato quest’estate dal ministero dell’Ambiente con Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto per introdurre misure omogenee di contrasto alle polveri sottili. Milano da ieri Milano ha fermato dalle 8,30 alle 18,30 tutti i diesel fino all’Euro 4 adibiti al trasporto delle persone e dalle 8.30 alle 12.30 quelli per il trasporto merci fino all’Euro 3 diesel. Inoltre Sala ha deciso una misura aggiuntiva: vietato in modo permanente l’accesso in centro a tutti veicoli diesel fino all’Euro 4 senza il filtro anti particolato. Anche Bergamo ha voluto seguire la scelta milanese, anticipando di un giorno i tempi del blocco. I dati bergamaschi diffusi da sono peggiori: 103 microgrammi per metro cubo di Pm10 in via Garibaldi, 86 in via Meucci.

 

Dati Arpa del 16 ottobre sulla qualità dell'aria a Bergamo

 

Il protocollo del Bacino Padano. La novità di quest’anno è che le città non decideranno più in ordine sparso com’era accaduto in passato. È stato infatti messo a punto un protocollo valido per tutti i comuni del Bacino Padano che superino i 20mila abitanti e che negli ultimi cinque anni abbiano superato almeno tre volte il limite dei 35 sforamenti annuali consentiti dall’Unione europea per quel che riguarda i valori di Pm10: 50 microgrammi al metro cubo. I dati bergamaschi diffusi da Arpa Lombardia (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ndr) sono peggiori: 103 microgrammi per metro cubo di Pm10 in via Garibaldi, 86 in via Meucci nella giornata di venerdì scorso. Dall’inizio anno 25 città, 24 del Nord Italia più Frosinone, si sono già spinte oltre i 35 giorni con Pm10 fuorilegge: in testa c’è Torino con 67 giorni. Seguono Cremona (59), Padova (54), Milano (51).  Quello stesso protocollo regola anche il riscaldamento E obbligando a mantenere a 19 gradi la temperatura in abitazioni e uffici. Per fortuna, almeno questo è un problema che non si pone, viste le temperature di questi giorni.

 

 

Le auto oggi inquinano meno. E per fortuna le auto che circolano sono ben diverse da quelle del recente passato. Come ha spiegato l’esperto del Politecnico milanese Marco Ponti, «lo smog generato dai veicoli nelle grandi città è diminuito sensibilmente rispetto a 10-15 anni: i valori sono scesi anche fino a sette volte. Le auto di oggi inquinano un ventesimo se confrontate ai modelli Euro 0 o Euro 1. Questi sono numeri certificati anche dall’Arpa non sono opinioni». È stato un miglioramento realizzato con la tecnologia, e pagato dai consumatori con l’aumento dei prezzi delle vetture. La stessa cosa non è accaduta per il riscaldamento domestico, dove l’Italia paga invece un’arretratezza nella gestione dei condomini. Quest’anno finalmente le detrazioni dell’Ecobonus sono state estese anche ai condomini fino al 75 per cento dell’importo sostenuto per le spese di ristrutturazione volti a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Sono misure garantite già sino 2021. Quindi c’è da sperare che nel prossimo futuro le città diventino più respirabili.