Dalla nascita dei pc alle nuove tecnologie

La rivoluzione smartphone è finita Prepariamoci all’invasione dei robot

La rivoluzione smartphone è finita Prepariamoci all’invasione dei robot
Cronaca 27 Gennaio 2016 ore 14:10

L’industria dei computer ha percorso varie rivoluzioni secondo Business Insider, l’ultima ha coinvolto il mondo mobile ed è appena terminata per far spazio alla robotica. Ma la novità non sarà caratterizzata da veri e propri automi antropomorfi che ci seguiranno per la casa, come quelli visti qualche settimana fa al Consumer Electornics Show di Las Vegas, o almeno non soltanto. Sarà invece sviluppata con dozzine di dispositivi che lavoreranno al posto nostro, per rendere la nostra vita più comoda, grazie a quella che viene chiamata “intelligenza artificiale”, agli “assistenti digitali” e ai dispositivi “smart”. In pochi però riescono a percepire già ora quanto questa rivoluzione cambierà il nostro modo di vivere.

 

 

Le tre rivoluzioni precedenti. Ogni dieci o quindici anni circa, la convergenza di fattori economici favorevoli ed evoluzione tecnica rende possibile una rivoluzione nel mondo dei computer, cambiando radicalmente la cultura popolare, sviluppando nuovi costumi e dando vita a colossi multimiliardari. La maggior parte delle persone, almeno chi ha vissuto dagli anni Ottanta in poi, ha assistito fino ad oggi a tre di queste rivoluzioni. La prima è stata la rivoluzione dei pc, iniziata appunto negli anni Ottanta con i primi modelli presentati da Apple, il primo colosso a credere veramente in un’espansione capillare dei personal computer per uso domestico. In breve anche IBM ha investito in questo mercato, perdendo però la sfida e rimanendo principalmente un marchio dedicato alla clientela di professionisti ed aziende. Microsoft ed Intel sono stati invece i veri vincitori, conquistando milioni di clienti che prima d’ora non avevano mai nemmeno utilizzato un Pc e che ora non ne potevano più fare a meno.

 

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La rivoluzione internet. Durante la metà degli anni Novanta è iniziata la seconda rivoluzione, quella che ha riguardato internet e ha visto quello che è stato chiamato il “Dot-com boom”, ovvero la nascita e l’espansione smisurata dei colossi del web, che hanno per molti anni conquistato Wall Street. Alcuni di quelli che allora erano diventati veri e propri punti di riferimento della rete ora sono quasi scomparsi, assorbiti da altre compagnie o fortemente ridimensionati, sia nella clientela che nell’organizzazione aziendale. Le aziende che hanno battuto tutti sono state Amazon e Google, due industrie in grado di mettere in crisi il monopolio dei media tradizionali e della grande distribuzione, mentre chi ci ha rimesso maggiormente sono stati l’industria discografica ed i giornali cartacei.

 

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L’epoca degli smartphone. La terza rivoluzione ha riguardato il mondo mobile ed è iniziata nel 2007 con il lancio di iPhone da parte di Apple, che insieme a Samsung ha svolto in questi ultimi anni la parte del leone sui mercati mondiali. A farne le spese è stata soprattutto Microsoft, che ha visto il suo ventennale monopolio andare in frantumi. È giusto ricordare, come scrive Business Insider, che la fine di una rivoluzione non significa l’estinzione di quella tecnologia. Oggi infatti tutti hanno ancora un pc, una connessione e continueranno ad usare uno smartphone, ma significa che questi dispositivi non sono più considerati rivoluzionari ma dati per “scontati”. Ma appunto, ora la rivoluzione mobile è finita. Uno dei segnali è dato proprio da Apple, che per la prima volta nel 2016 dovrà annunciare un calo nelle vendite dei propri iPhone rispetto all’anno precedente. Questo non significa che l’azienda di Cupertino e gli altri marchi del settore mobile siano destinati a crollare, ma semplicemente che ormai lo smartphone è un oggetto “normale”, quasi noioso, non più rivoluzionario.

 

Tim Cook

 

La prossima fase. Per capire come si evolverà questa nuova “onda” tecnologica bisogna esaminare alcuni indizi che riguardano le grandi compagnie del settore ed in particolare i loro investimenti. Molte componenti dedicati al mondo mobile, come sensori, gps, microfoni e videocamere sono ormai molto economici perché costruiti su larga scala per telefoni e tablet, ma potrebbero rivelarsi molto utili per oggetti “smart” in grado di immagazzinare ed elaborare ogni tipo di dato e comunicare con gli altri device. L’Intelligenza Artificiale inoltre è la vera ossessione delle grandi compagnie: anche Facebook ha da poco annunciato il proprio assistente digitale, ma in commercio esistono già Cortana di Microsoft, Google Now, Apple Siri ed Echo di Amazon.

I consumatori sono pronti. Il punto più importante riguarda però il pubblico di consumatori, che sembrano ormai essere pronti a questo genere di tecnologie, in grado soprattutto di semplificarci la vita e svolgere lavori al posto nostro. La società è sempre più frenetica e se già ora siamo sempre più occupati, probabilmente la situazione peggiorerà tra dieci o vent’anni. Oggi le persone sono spesso sommerse dal lavoro anche oltre il normale orario, o svolgono più attività per poter mettere da parte qualche risparmio. I genitori sono oberati da colloqui scolastici e dagli innumerevoli hobby dei figli, che fino a qualche decina d’anni fa si accontentavano di giocare per ore in giardino. Lo stile di vita delle metropoli ha coinvolto anche le città più piccole, e in parte anche la periferia, così compagnie come Uber non sono più attive solo in metropoli come New York o San Francisco.

 

 

Cosa cambierà. Questa è la classica situazione che precede una rivoluzione nel mondo dei computer: tutti hanno bisogno di qualcosa, ma non sanno ancora di averne bisogno. Tra una decina d’anni potremo forse acquistare un assistente personale digitale che si installerà nel nostro telefono come una normale app, collezionerà tutte le nostre informazioni – come attività, appuntamenti, contatti – ed inizierà a capire di cosa avremo bisogno. Grazie a questa analisi potrà comunicare con altri dispositivi e servizi per rendere la nostra vita più confortevole, spostando la tecnologia dalla nostra tasca ad un sistema di device che ci circonderà. La sveglia sarà impostata automaticamente, non dovremo più telefonare al tecnico in caso di guasti alla TV o chiamare la farmacia per ordinare dei medicinali, il taxi – o Uber – arriverà automaticamente quando ci servirà ed il guidatore – se ce ne sarà uno – saprà già dove portarci. Quando avremo fame diremo semplicemente al nostro assistente che cibo vorremo mangiare e lui provvederà ad ordinarlo e a farlo recapitare a casa o in ufficio, o a prenotare un tavolo nel ristorante più adatto. Si tratta ovviamente di previsioni ancora tutte da verificare, ma alcuni passi in questa direzione sono già stati fatti, e gli investimenti dei grandi colossi della tecnologia lasciano intendere che la strada sia già stata tracciata.

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