l'intervento di manutenzione

La Sangalli spa scende in pista per rifare la Curva Biassono dell’Autodromo di Monza

Per la riqualificazione del manto stradale è stato utilizzata una speciale miscela ad elevate performance di resistenza e aderenza, per rispondere alle esigenze delle auto da corsa

La Sangalli spa scende in pista per rifare la Curva Biassono dell’Autodromo di Monza
24 Settembre 2020 ore 12:24

Il rifacimento della pavimentazione in asfalto della celebre Curva Biassono, sul circuito di Formula1 dell’Autodromo di Monza, parla bergamasco. A realizzare questo intervento di manutenzione da “pole position” su un tratto della pista lungo circa 1 chilometro è stata la Sangalli spa, azienda di Mapello attiva nella realizzazione di lavori stradali, produzione di conglomerati bituminosi, calcestruzzi, urbanizzazioni e sviluppo di infrastrutture. Fondamentale, per il buon esito dell’operazione, il contributo fornito dal laboratorio di ricerca aziendale.

«La nostra corsa è iniziata con la progettazione e i controlli qualitativi direttamente nel nostro laboratorio prove e sviluppo, dove è stato elaborato un asfalto con mix-design da Formula 1 – spiega Stefano Bonati, responsabile del laboratorio -. Si tratta di una miscela ad elevate performance di resistenza e aderenza, proprio per rispondere alle esigenze delle auto da corsa che, sfrecciando su quella curva ad oltre 300 chilometri orari, richiedono parametri massimizzati per quanto riguarda la risposta della pista. Il conglomerato bituminoso usato ha un ulteriore plus prestazionale: grazie alla sua tessitura superficiale consente il miglioramento del deflusso delle piogge».

Il miglioramento delle caratteristiche superficiali della pavimentazione, oltre che il ripristino dei valori di aderenza medi del circuito sulla base delle disposizioni imposte dalla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile), sono stati raggiunti in tempi record. Il tutto senza alterare le caratteristiche geometriche e planimetriche del tracciato. Se la prima fase operativa si è svolta in laboratorio, la seconda ha preso il via nell’Autodromo, dove è stato simulato il processo produttivo di cantiere così da assicurare la piena conformità del prodotto.

«Si è trattato di un intervento impegnativo, che ha richiesto un grande coordinamento e un’estrema attenzione sia per non andare a modificare la struttura della curva, sia per non impattare sulle performance delle auto da corsa – conclude il titolare dell’azienda Marco Sangalli -. Un lavoro di cesello, in cui prestazionalità e gestione del tempo hanno giocato un ruolo chiave. Il risultato ottenuto è stato all’altezza delle aspettative sia del committente sia del nostro team, grazie all’impegno e ad un know how di lungo corso».

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