Giustizialismo da barzelletta

La sapete quella delle mamme multate per pane e marmellata?

La sapete quella delle mamme multate per pane e marmellata?
12 Aprile 2017 ore 06:30

Nel numero del nostro settimanale cartaceo uscito in edicola venerdì 7 aprile, abbiamo dato la notizia delle mamme di Lallio multate (di oltre mille euro) per aver spalmato della marmellata sulle fette biscottate durante un evento organizzato da loro stesse e tenutosi nel settembre 2016. Dato che la notizia, sabato 8 aprile, è stata ripresa anche da tutte le altre testate locali, abbiamo deciso di riproporvi un corposo estratto del nostro articolo, che potete leggere in versione completa sul settimanale in edicola fino a giovedì prossimo (13 aprile).

 

 

AGGIORNAMENTO – In seguito alla pubblicazione dell’articolo, la comunità di Lallio s’è mossa per supportare le mamme dell’A.ge. Al caffè pasticceria Peccati di Gola, ad esempio, è stato esposto il nostro articolo e lanciata un’iniziativa: “Un caffè per A.ge”. L’intento è raccogliere fondi per aiutare i membri dell’associazione a pagare la salata multa. Lo stesso è stato fatto alla festa degli alpini, dove sono state date fette biscottate e marmellata a tutti in cambio di un’offerta libera. È stato inoltre lanciato un hashtag (#IoMangioLeFetteBiscottateConLaMarmellata) per pubblicare simpatiche foto in segno di vicinanza alle mamme multate.

Lallio – Una marmellata dal retrogusto un po’ salato, quella spalmata amorevolmente dalle mamme dell’A.ge, l’Associazione genitori di Lallio, sulle fette biscottate offerte in occasione della camminata non competitiva “A.ge Funny Run”. Ora infatti si trovano costrette a pagare una multa di 1.032 euro. Il motivo? Per la legge a farlo doveva essere solamente la persona incaricata, mentre le mamme, per accontentare più velocemente il gruppo di bambini in coda per reclamare la merenda, si sono spartite il compito.

L’episodio risale allo scorso settembre, ma la multa è arrivata solamente nei giorni scorsi, lasciando perplessi i volontari che fanno parte dell’associazione. Tutto è partito da una richiesta presentata dal consigliere comunale Giacomo Lodovici della lista civica “Un paese in comune Lai-Lallio” agli uffici del Comune, nella quale chiedeva di effettuare una verifica sulla regolarità delle procedure adottate nel corso della manifestazione. È quindi partita un’indagine amministrativa, comunicata anche all’associazione.

 

[Solidarietà per A.ge alla Festa degli Alpini di Lallio]

 

I genitori, allarmati e sorpresi, sono andati in municipio per capire cos’era successo, dato che le autorizzazioni erano state ottenute grazie anche alle indicazioni del personale degli uffici. E qui hanno scoperto che l’irregolarità si nascondeva nella marmellata. Lo spiega la presidente dell’A.ge Marzia Cugini: «Per rispettare la normativa in materia di somministrazione di cibi e bevande, solo una persona era autorizzata a spalmare la marmellata: il preposto. Avevamo chiesto la cortesia al gestore del chiosco del parco dei Gelsi, luogo della partenza e dell’arrivo della camminata, altrimenti avremmo dovuto pagare 150 euro di Scia, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Lui ha accettato e quella mattina, quando abbiamo visto che bisognava preparare cinquecento fette biscottate, alcune di noi si sono infilate i guanti ed hanno dato una mano. Abbiamo agito come di consuetudine si fa in queste occasioni: ci siamo aiutati tra noi volontari, ma – ci teniamo a dirlo – sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie».

 

 

Un episodio che lascia molta amarezza e tante domande tra i volontari dell’A.ge, che si sono fatti prendere dallo sconforto mettendo in dubbio il valore di quanto stanno facendo per la comunità. Soprattutto la presidente: «Sono io che ho spinto per organizzare la marcia – dichiara -, volevo creare un appuntamento fisso da ripetere ogni anno ed ero molto contenta, perché siamo riusciti a realizzare una bella manifestazione, alla quale hanno partecipato più di duecento ragazzi. Non ci siamo resi conto che, dando una mano nella preparazione della merenda, commettevamo una leggerezza che ci sarebbe costata tanto cara. Quando, nell’abito della verifica del Comune, abbiamo ricostruito quanto fatto durante tutta la giornata, non me la sono sentita di dichiarare il falso e ho ammesso che, a spalmare la marmellata, non era stato solo il preposto. Mi rendo conto che gli uffici comunali hanno fatto il loro dovere e, se ricevono una segnalazione, non possono evitare di verificare. Cosa dobbiamo dire? Pagheremo la multa e la prossima volta staremo più attenti».

[L’intero articolo a pagina 7 del BergamoPost in edicola]

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