L'Andrea Chénier

La sfavillante Prima della Scala con tanto di fiabesca storia d’amore

La sfavillante Prima della Scala con tanto di fiabesca storia d’amore
08 Dicembre 2017 ore 09:20

Storia da favola quella che si è consumata ieri sera alla Scala di Milano. Storia da favola in cui amore, arte e ambizione si fondono in una cavalcata trionfale culminata con undici minuti di applausi. Protagonisti indiscussi della favola sono Anna Netrebko, 46 anni, e il marito Yusif Eyvazov, più giovane di sei anni. Lei soprano, lui tenore. Lei talento consacrato sul palcoscenico della lirica, ultima vera diva del belcanto; lui invece imposto al ruolo di protagonista quasi per traino d’amore. Si erano conosciuti a Roma nel 2014, sul palco di una Manon Lescaut diretta da Riccardo Muti. «Lui non sapeva molto di me» ha raccontato poi Anna. «È abbastanza nuovo dell’ambiente. Ha aperto YouTube e ha visto che passavo dal ruolo di Susanna a Lucia ad Adina… “Dev’essere una pazza totale!” ha pensato. “Non può cantare questo e quello”. Invece, ci siamo subito innamorati: eravamo entrambi single. Mi ha colpito per la gentilezza, il senso dell’umorismo». Lei era single ma già con un matrimonio alle spalle: nell’aprile del 2008 la cantante si era sposata con un altro cantante, Erwin Schrott, un basso-baritono uruguaiano, da cui ha poi avuto anche un figlio, Tiago, nato il 5 settembre 2008. Ma l’amore non ha retto a lungo: nel novembre 2012 la coppia ha annunciato la separazione, e da allora il figlio Tiago, che è leggermente autistico, vive con lei.

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Per la Netrebko le prime della Scala sono ormai quasi una routine: il teatro milanese infatti l’ha chiamata ad inaugurare la propria stagione già quattro volte, nel 2011 con Don Giovanni. Poi nel 2015 con Giovanna D’Arco, nel 2016 con Turandot (un successo senza precedenti) e quest’anno con l’Andrea Chénier. Per Yusiz invece si trattava di una prima volta. Per di più in un’opera che da 32 anni non tornava alla Scala e in una parte delicatissima e difficile, nello scetticismo generale dei loggionisti del tempio della lirica. Eyvazov invece ha vinto la sua sfida, come ha scritto Pierachille Dolfini, «modellando la sua voce il suo timbro particolare, dosando le forze, mettendo in campo una tecnica che dice il lungo lavoro di studio sul personaggio: acuti sicuri, fiati interminabili, sfumature e mezzevoci fanno del suo Chénier un’anima pura». Insomma un trionfo che rinsalda il mito di questa coppia, da favola nella vita come sul palcoscenico.

 

 

Il loro matrimonio era stato celebrato a Vienna nella cornice fastosa di Palazzo Coburg, con tanto di trasferimento in carrozza verso palazzo Lichtenstein dove si era tenuto il ricevimento per 180 invitati e fuochi d’artificio.  «Lui è romantico. A me non interessano i riti, però Yusif viene dall’Azerbaigian e là le nozze sono l’evento più importante nella vita», aveva spiegato il soprano che quel giorno indossava una tiara di oro bianco e diamanti del valore di oltre un milione di dollari. Una mise che si addice a quella che è a tutti gli effetti l’ultima autentica diva (e non solo della lirica…) rimasta sulla scena. Una diva dal piglio antico ma capace di stare al passo con i tempi: se è vero che Time l’ha inserita tra le 100 personalità più influenti del mondo, Playboy l’ha messa in cima alla lista delle donne più sexy del mondo dalla musica classica.

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