In risposta a un appello

La solidarietà del vescovo Beschi ai lavoratori dell’Italcementi

La solidarietà del vescovo Beschi ai lavoratori dell’Italcementi
21 Ottobre 2015 ore 18:12

Pubblichiamo la lettera che il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, ha scritto ai lavoratori dell’Italcementi alle prese con la difficile situazione venutasi a creare a causa della crisi del settore edile e in seguito alla vendita dell’azienda bergamasca ai tedeschi di Heidelberg.

 

Care lavoratrici, cari lavoratori di Italcementi,

ho ricevuto il vostro appello e desidero corrispondervi nello spirito del Vangelo e del magistero di papa Francesco, attento in modo speciale alla vita delle persone, alla dignità del lavoro e del lavoratore, alle situazioni di sofferenza determinate dall’insicurezza e dalla perdita del lavoro stesso.

Anche nella mia recente lettera pastorale ho fatto riferimento a questi temi e alle persone che li incarnano. Mi permetto di condividerne con voi alcuni passaggi:

“…in una costellazione di forme organizzative del lavoro sempre più diversificate, l’attuazione di proposte di solidarismo sociale, non finalizzato soltanto all’efficacia produttiva, sembra diventare molto faticosa e rara. …Le stesse positive dinamiche di ripresa produttiva, soprattutto nel segno di una rinnovata qualificazione, non sono in questo momento accompagnate da significativi segnali di ripresa occupazionale: anzi, le necessarie ristrutturazioni aziendali, i processi di qualificazione e razionalizzazione, il rilancio della produttività si sono frequentemente accompagnati a notevoli riduzioni di posti di lavoro.

La capacità trasfigurante della Carità raggiunge il mondo del lavoro, dei lavoratori e degli imprenditori, promuovendo una qualificazione e una produttività capaci di alimentare speranze inclusive, condivise, significative per le nuove generazioni; capaci anche di non rassegnarsi alla necessità di creare gli “scarti umani”, determinata dalle algide geometrie di organizzazione del lavoro.

Mi sembra necessario che l’ispirazione evangelica, alimentata dal principio della Carità, possa illuminare e innervare forme nuove di responsabilità e condivisione nel mondo del lavoro. Desidero che le attuali esperienze in cui la comunità cristiana è impegnata, non solo in forme di assistenza nei confronti di chi vive la precarietà o l’esclusione dal mondo del lavoro, ma di sostegno e promozione di nuove strade di solidarietà lavorativa, siano conosciute e sostenute… L’intelligenza della Carità, insieme all’esigenza della giustizia sociale, rappresentano un autentico valore aggiunto nel rilancio del lavoro e dell’occupazione in forme autenticamente umane”.

Alla luce di queste parole, desidero manifestarvi la mia solidarietà e quella dell’intera Comunità cristiana e l’impegno mio e di tutti coloro che con ricchezza spirituale e competenza collaborano con me, affinché la situazione di grave incertezza che vivete con sentita preoccupazione sia affrontata e superata insieme da tutti coloro che con diverse responsabilità sono chiamati ad agire per la difesa dei lavoratori, per il bene di ciascuno e dell’intera comunità.

Sempre pronto ad incontrarvi personalmente, desidero assicurare la mia preghiera per voi e le vostre famiglie.

+Francesco, vescovo

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