L'attacco per motivi razzisti

La strage nella scuola svedese di cui pochi hanno parlato

La strage nella scuola svedese di cui pochi hanno parlato
23 Ottobre 2015 ore 15:19

Il quartiere di Kronogården è uguale a molti altri in tutto il Paese: abitazioni nuove, villette bifamiliari a schiera e qualche palazzone sistemato attorno al centro, formato da negozi, supermarket, scuola e biblioteca. A Trollhättan come nel resto della Svezia, zone come questo crescono in fretta per l’arrivo di stranieri che cercano riparo da guerra e povertà. E prevalentemente da stranieri è abitato Kronogården, così come ne è frequentata la scuola Kronan, ieri oggetto di un attacco terribile, una pagina di cronaca che ricorda quanto spesso arriva dagli Stati Uniti dove la facilità nel reperire armi da fuoco è oggetto di feroci discussioni.

Arma bianca. Ma non erano armi da fuoco quelle utilizzate dal 21enne Anton Lundin-Pettersson, morto in seguito ad una sparatoria ingaggiata dalle forze di polizia e killer di due persone all’interno dell’istituto: un giovane 17enne del quale non è stata rivelata l’identità e l’insegnante di sostegno Lavin Eskandar, 20enne svedese di origini curde morto dopo essere stato colpito da una delle armi di Lundin (un coltello ed una spada) mentre cercava di difendere gli studenti. Altre due persone sono ricoverate in gravi condizioni all’ospedale di Trollhättan: un insegnante 41enne ed uno studente di 15 anni.

Le foto dell’attentatore L’impressione che l’attacco potesse essere legato ad ambienti di estrema destra è stata pressochè immediata, considerata la natura multietnica della scuola ed il dibattito sempre più aspro sul tema dell’immigrazione nel resto del Paese. È stato però solo questa mattina che i media e la polizia hanno rivelato l’identità dell’attentatore, che già da qualche ora stava circolando ufficiosamente su Internet.

 

svezia

 

Le foto del killer. Ci sono due foto che rendono ancora più assurde le circostanze di questo attacco. La prima è stata scattata direttamente dagli alunni della Kronan: dopo aver visto il 21enne aggirarsi per l’istituto mascherato come Darth Vader di Guerre Stellari, avevano pensato ad uno scherzo, tanto che alcuni si erano avvicinati per mantenere un ricordo di quello che sembrava essere un simpatico break durante una lezione noiosa. La seconda è la foto dello stesso Lundin-Pettersson: un volto normale, quello di un classico ragazzo della sua età che non lascia trasparire simpatie per l’estrema destra e per l’odio nazista. È bastata una breve consultazione sul profilo Facebook per rendersi conto che, invece, il ragazzo era solito condividere link ostili nei confronti degli immigrati e porre il proprio ”like” su pagine dedicate al Terzo Reich. Lo stesso profilo è stato cancellato dal social network, dove però sono sorte pagine di cattivo gusto a supporto del terribile gesto di ieri.

 

screenshot fb

 

Sicurezza nelle scuole Come uno studente armato di spada abbia potuto raggiungere un istituto scolastico è tema di dibattito nel Paese. Si discute della possibilità di proibire l’accesso alle aree dedicate agli studenti ai non addetti ai lavori, pratica già in atto in diverse università e nella maggior parte degli uffici pubblici. L’impressione generale però, è che date le circostanze fosse difficile prevenire un attentato simile. La stessa scuola Kronan, poche settimane fa, era stata al centro di una polemica sulla sicurezza poichè alcune zone sensibili, solitamente riservate ai soli insegnanti, erano accessibili dall’esterno.

I precedenti del Nord Europa L’ultima volta che una scuola svedese si ritrovò sotto attacco fu nel 1961, quando, durante un party notturno, uno studente in preda ai fumi dell’alcool uccise un coetaneo a revolverate e ne ferì altri prima di consegnarsi alla polizia. Venne successivamente scagionato per incapacità di intendere e di volere e morì suicida nel 2008. Nel Nord-Europa, un attacco simile avvenne in Finlandia nel 2007 e costò la vita ad 8 studenti, uccisi da un 18enne nella scuola di Jokela. Anche in questa circostanza, pur essendo l’attentatore vicino ad ambienti di estrema destra, le ragioni del gesto furono più vicine alla psicopatia che non motivate dall’odio razziale. Ben più recente e noto è il massacro di Oslo ed Utoya, in Norvegia, dove il simpatizzante nazista Anders Behring Breivik uccise 77 persone con una bomba piazzata nel centro della capitale ed una sparatoria ingaggiata durante il meeting della sezione giovanile del Partito Socialdemocratico.

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Estrema destra, immigrazione e odio razziale Le discussioni politiche sull’immigrazione sono all’ordine del giorno, con prese di posizione decise da parte dei movimenti di estrema destra. Ieri, proprio in contemporanea con la mattanza di Trollhättan, l’agenzia per l’immigrazione ha riportato che si prevedono dalle 140mila alle 190mila richieste di asilo per i prossimi mesi, con un costo equivalente a 30 miliardi di corone (poco più di 3 miliardi di Euro) per il welfare. Una notizia che ha costretto il governo socialdemocratico a correre ai ripari raggiungendo un accordo con il centro-destra sull’introduzione di permessi di soggiorno temporanei per chi arriverà nei prossimi mesi, e sulla semplificazione delle espulsioni. Una mossa vista da molti osservatori come un tentativo per arginare la crescita della destra radicale.

La crescita della destra. Gli Sverigedemokraterna sono, ad oggi, l’unico partito dichiaratamente contrario all’afflusso di richiedenti asilo in Svezia e sono passati dal 5 percento del 2010 al 13 percento nelle ultime elezioni svolte nel settembre dello scorso anno. Alcuni sondaggi hanno indicato che il supporto è in crescita e che, se si dovesse votare nell’immediato futuro, gli SD potrebbero ottenere fra il 15 e il 20 percento del supporto. L’ipotesi del ritorno alle urne è supportata dal partito in virtù della crisi in seno al governo di Stefan Lofvèn. Pur essendosi dichiarati contrari alla violenza e al razzismo, gli SD sono stati spesso al centro di polemiche legate a prese di posizione controverse dei suoi principali esponenti come Bjorn Söder, accusato di antisemitismo, e Kent Ekeroth, ripreso da alcuni passanti mentre insultava un attore di origini straniere.

Le preoccupazioni per l’SvP. A destare preoccupazione, non tanto per i risultati elettorali quanto per l’atteggiamento estremamente aggressivo, è stato il Partito degli Svedesi (SvP), una frazione minuscola, ufficialmente dissolta lo scorso maggio, che sosteneva la superiorità della razza ed il cui leader, Stefan Jacobsson, era stato accusato di assalto armato durante una manifestazione nel 2005. Lo stesso partito era divenuto oggetto di cronaca quando si scoprì che un suo militante stava seguendo una scuola professionale dedicata agli esplosivi a Karlskoga, la città di Alfred Nobel, con il timore che potessero ripetersi gli eventi di Utoya.

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