Si è tolto la vita a Curno

Storia dell’ex capitano di marina che ha dato fuoco alla sua casa

Storia dell’ex capitano di marina che ha dato fuoco alla sua casa
01 Ottobre 2016 ore 07:30

Prima la morte della moglie, poi quella del figlio, quindi lo sfratto dall’appartamento, intestato al figliastro, nel quale aveva vissuto i suoi anni felici. Dev’esserci tutta una catena di dispiaceri all’origine del folle gesto che mercoledì sera ha portato un pensionato di 72 anni a dar fuoco alla sua abitazione, per poi togliersi la vita con un colpo di pistola alla testa.

L’anziano, ex capitano di Marina, viveva al primo piano di una palazzina signorile di Curno, in via Lazio 4. Una persona riservata, discreta, gentile, a detta dei vicini. La sua solitudine era alleviata da Chicco, il suo amato gatto, e dalla cortesia delle altre persone che vivevano nello stabile. Il pensionato era particolarmente legato a una ragazza che viveva al piano di sopra insieme alla famiglia. Lei lo chiamava «nonno», lui le voleva bene, tanto da trasmetterle la sua passione per i libri. «Ne aveva tantissimi e li scambiava con la ragazza – racconta una vicina – Siamo tutti sconvolti per quanto successo, soprattutto lei». Con la voce incrinata dal dispiacere, la donna racconta che mercoledì pomeriggio il pensionato aveva chiesto alla giovane di tenergli il gatto: «Le aveva detto di portarlo a casa sua perché non mangiava, ma evidentemente era una scusa, aveva pianificato tutto».

Poi, verso le 18, la donna ha sentito uno scoppio. «Sembrava uno sparo – racconta – così sono uscita sul pianerottolo per vedere cos’era successo ed ho sentito puzza di benzina. La mia cagnolina già da prima era agitatissima, voleva uscire, probabilmente avvertiva il pericolo. Mi sono guardata attorno e da sotto la porta dell’appartamento del mio vicino ho visto che usciva del fumo, ho dato subito l’allarme ai vigili del fuoco». Raggiunto il giardino, la signora si è accorta che le tapparelle dell’appartamento del 72enne erano completamente abbassate. «A quel punto ho capito che era successo qualcosa di brutto – spiega – Lui non abbassava mai le tapparelle, soprattutto quella della cucina, dato che doveva far uscire il gatto. La porta d’ingresso di casa sua era chiusa a chiave e lui non risp ondeva».

Quando i vigili del fuoco sono arrivati hanno evacuato il condominio: «Ci hanno detto di non suonare i campanelli perché era pericoloso, così abbiamo bussato a tutte le porte e ci siamo ritrovati tutti in strada», continua la vicina. I pompieri sono entrati nell’abitazione in fiamme, hanno cercato il 72enne e lo hanno trovato a letto, morto, con la pistola calibro 22, regolarmente denunciata, accanto al corpo. C’erano anche 10mila euro in contanti, parzialmente bruciati, e una tanica di benzina esplosa. Il liquido infiammabile era sparso in tutto l’appartamento, le fiamme sono partite dal divano, al quale il pensionato deve aver dato fuoco prima di raggiungere la camera e spararsi.

«Noi eravamo tutti fuori, sul marciapiede – continua la vicina – avevamo portato in salvo anche i nostri animali, compreso il gatto Chicco, che era in braccio al fratello della ragazza. Con tutto quel caos l’animale si è spaventato ed è scappato». L’amica del 72enne non si dava pace, sia per la morte del «nonno» che per la fuga di Chicco. «Era disperata, siamo state in giro fino alle 2.30 di notte per cercarlo – continua la vicina -. Non era mai uscito di casa, non doveva essere andato lontano. Infatti alla fine ci è venuto incontro miagolando e lei lo ha portato a casa sua. Ha deciso che lo terrà con sé, in ricordo del suo “nonno”».

Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Curno e Ponte San Pietro e una volante della polizia. I militari hanno contattato il figliastro, che vive a Curno, e hanno scoperto che l’appartamento era intestato a lui e che l’anziano era stato sfrattato. Considerati i contanti che aveva in casa e la pensione da capitano di Marina, l’uomo avrebbe potuto trovare una nuova sistemazione, magari in affitto. Non sarebbe rimasto in mezzo a una strada. Probabilmente il dispiacere ha avuto il sopravvento.

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