A boltiere

La tragica morte di Karim si poteva evitare? Il pm indaga per omicidio colposo

Il pm Marchisio ha aperto un fascicolo contro ignoti. Lunedì 25 maggio si terrà l'autopsia sul cadavere del bambini di 10 anni morto schiacciato dal portello di un cassonetto della Caritas. La famiglia era seguita dai servizi sociali, ma si poteva fare di più?

La tragica morte di Karim si poteva evitare? Il pm indaga per omicidio colposo
21 Maggio 2020 ore 12:20

Lunedì 25 maggio, all’ospedale Papa Giovanni, verrà effettuata l’autopsia sul cadavere di Karim Bamba, il bambino di soli 10 anni tragicamente morto la sera di martedì 19 maggio dopo essere rimasto incastrato nel cassonetto della raccolta abiti della Caritas di via Monte Grappa, a Boltiere. A disporla è stato il pm Emanuele Marchisio, che ha aperto un fascicolo d’indagine per omicidio colposo contro ignoti. Il magistrato vuole vederci chiaro, tant’è che ha anche sequestrato il cassonetto, sul quale ha disposto una perizia per capire se a causare la tragedia sia stato magari un malfunzionamento del portellone.

Intanto, gli inquirenti stanno anche provando a ricostruire l’intera vicenda, per capire come si sia potuti arrivare alla morte del piccolo. Nel pomeriggio di martedì, Karim, come faceva spesso secondo diverse testimonianze, è uscito dall’appartamento di via Carminati in cui viveva con mamma (donna siciliana di 37 anni), papà (ivoriano) e tre fratelli e una sorella e si è diretto da solo, in ciabatte, al cassonetto della Caritas poco distante. Lo faceva spesso, racconta chi vive nella zona. Ogni tanto portava via dei vestiti. Martedì, dopo aver rovistato tra i sacchi di abiti appoggiati per terra, s’è arrampicato fino al portellone e si è sporto all’interno. È in quel momento che il portellone lo ha schiacciato, all’altezza dello sterno, bloccandolo e portandolo a una lenta e terribile morte.

Perché lo ha fatto? La famiglia Bamba non se la passa certo bene. Vive in un appartamento di proprietà del Comune e i Servizi sociali la assistono da tempo, occupandosi di sostenere il costo delle spese scolastiche, di quelle della mensa. Da tempo i figli, tutti e cinque, erano stati affidati temporaneamente a una struttura per minori che si occupava di loro durante il pomeriggio. Purtroppo l’emergenza Covid ha sospeso il servizio. La stessa Caritas, inoltre, talvolta donava alla famiglia cibo o beni di prima necessità. Nonostante questo, nessuno pensava che la situazione fosse così grave da portare Karim ad andare da solo a cercare dei vestiti. E infatti si pensa che, in realtà, sia stata la curiosità, principalmente, a spingerlo lì. Così la pensa, almeno, Cinzia Begnardi, assessore ai Servizi sociali di Boltiere. E anche i vicini confermano che i bambini sembravano sempre in ordine a scuola. Anche se, a casa, erano spesso “lasciati a loro stessi”, liberi di girare per il vicinato nonostante fossero molto piccoli (il più grande ha 12 anni, il più piccolo 2, Karim era il secondogenito). La domanda di tutti, ovviamente, è se questa tragedia si sarebbe potuta evitare con maggiore sostegno alla famiglia. Difficile dare una risposta.

Attualmente, la mamma del piccolo e gli altri figli sono stati portati in una struttura protetta. La donna è sotto shock. La sera di martedì, dopo che alle 20 circa una passante ha notato il corpicino di Karim “appeso” al cassonetto e ha dato l’allarme, anche la madre è accorsa sul posto e ha cercato, inutilmente, di liberare il bambino. Urlava disperata, non c’è stato nulla da fare. Il padre, invece, al momento si trova all’estero, probabilmente in Costa d’Avorio, e ancora non è stato possibile contattarlo per informarlo di quanto accaduto.

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