«Anche in sede penale»

La Ue scrive a Noi Denunceremo: «Stati membri responsabili nella gestione Covid»

Il comitato che riunisce i familiari delle vittime a luglio aveva scritto all'Europa per segnalare potenziali crimini contro l'umanità in Lombardia. Il presidente del comitato Luca Fusco: «Seconda ondata amplifica l'inadeguatezza politica delle autorità regionali e nazionali»

La Ue scrive a Noi Denunceremo: «Stati membri responsabili nella gestione Covid»
28 Ottobre 2020 ore 16:30

«La responsabilità per la salute pubblica, anche in tempi di crisi, spetta agli Stati membri dell’UE, mentre la Commissione svolge un ruolo di coordinamento e di sostegno. Per quanto riguarda l’emergenza Covid-19, gli Stati membri hanno il diritto di gestire questa situazione senza precedenti in modo diverso, a seconda delle capacità e delle esigenze nazionali. Questo vale anche in caso si debba procedere ad un’eventuale indagine retrospettiva sulla risposta degli Stati membri alla pandemia». Tradotto: ogni singolo Paese dell’UE è responsabili anche in sede penale della proria gestione della pandemia.

Così Wolfgang Philipp, direttore generale dell’Unità di sicurezza alimentare e sanitaria dell’Unione europea, scrive al comitato Noi Denunceremo che a luglio aveva inviato alla Commissione Europea ed alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo una lettera per segnalare potenziali crimini contro l’umanità che si sarebbero verificati nella gestione dell’emergenza sanitaria. Una risposta, quella di Philipp, che di fatto scarica su Governo e Regione Lombardia la risposta data per gestire l’emergenza sanitaria. «Vi voglio assicurare – ha aggiunto – che la Commissione è consapevole dell’elevato numero di casi e decessi di Covid-19 in Italia, sia tra gli anziani che tra i residenti nelle case di riposo».

I trentasei firmatari della lettera scritta dal comitato, che raccoglie i familiari delle vittime della pandemia, avevano puntato il dito contro la mancata chiusura di Alzano, Nembro e Orzinuovi ma anche su due delibere di Regione Lombardia: quella dell’8 marzo, che permetteva agli ospedali di trasferire nelle case di riposo pazienti positivi in fase di guarigione, e quella del 23 marzo, che avrebbe impedito ai medici di medicina generale di visitare fisicamente i pazienti e scaricando di fatto tutto il peso dell’emergenza su un sistema ospedaliero al collasso. In particolare, secondo il comitato Noi Denunceremo, quest’ultima direttiva fu determinata dalla mancanza di stoccaggio di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario, tra cui «le famose mascherine che il Governo si era apprestato ad inviare alla Cina nella quantità di due tonnellate appena 14 giorni prima, salvo poi rimanerne senza».

Il 28 febbraio fu proprio la stessa Commissione Europea a notificare della richiesta dell’Italia di attivare il meccanismo di protezione civile europeo. Proprio riguardo a questo punto, Wolfgang Phillip specifica che ancora della richiesta di attivazione del meccanismo di protezione civile europeo da parte dell’Italia, l’Unione Europea stava aiutando il nostro Paese da giorni. «Dal 24 febbraio al 4 marzo il Centro Europeo per la Prevenzione e Controllo delle Malattie infettive (Ecdc) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno svolto una missione congiunta in Italia per guidare le autorità italiane in materia di epidemiologia e sorveglianza, gestione clinica dei casi, prevenzione e controllo delle infezioni, nonché la comunicazione del rischio».

«Sta accadendo ciò che abbiamo sempre sostenuto – sottolinea il presidente del comitato Noi Denunceremo Luca Fusco -. Chi ha gestito la pandemia in Italia ha provato a fare lo scaricabarile sull’Europa Forse pensano che in UE siano o ciechi, o stupidi, o entrambe le cose. Abbiamo più volte richiesto un incontro televisivo con Fontana e Arcuri, ma ci dicono che nessuno dei due si sia mai reso disponibile, nemmeno ufficiosamente. La seconda ondata non ha fatto altro che amplificare l’inadeguatezza politica delle nostre autorità regionali e nazionali. Chi ha sbagliato abbia il coraggio di farsi da parte».

«Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura – chiosa la legale del comitato, Consuelo Locati -. Questa lettera fa capire a tanti che il comitato è fatto da persone serie, con cui persone serie hanno voglia di confrontarsi ed interloquire. Vorremmo confrontarci pubblicamente con chi ha gestito la prima e la seconda fase dell’epidemia. Crediamo che sia d’interesse pubblico che questo venga fatto. Smettano di nascondersi dietro ad un dito».

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