Cronaca
Pure Google Maps in confusione

La vecchia battaglia della Francia che vuole rubarci il Monte Bianco

La vecchia battaglia della Francia che vuole rubarci il Monte Bianco
Cronaca 25 Giugno 2015 ore 15:00

La disputa è vecchia come l’Italia, nel vero senso della parola: è dal 1865 che non si riesce a capire a chi appartenga il Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa. O meglio, dovrebbe essere più che chiaro, ma parrebbe che i nostri cugini francesi, dopo più di 150 anni, ancora non vogliano farsi una ragione del fatto che il “Tetto d’Europa” sia cosa nostra. A scatenare nuove polemiche ci ha pensato nientemeno che un reality: è una storia pazzesca, fatta di trattati non rispettati, momenti istituzionali disertati e persino cartelli spostati con le ruspe.

Il caso del reality di Rai 2. Come detto, l’ennesima puntata di questa infinita querelle è stata scatenata da un sopralluogo compiuto dalla troupe televisiva di Rai 2, che nelle prossime settimane lancerà un nuovo reality show ambientato proprio sui crinali e sulle nevi del Monte Bianco. La televisione di Stato italiana è arrivata sul posto per fare i dovuti accertamenti, ma si è trovata di fronte parecchi ostacoli e inghippi causati dalle amministrazioni di alcuni paeselli di orbita francese (come Courmayeur e Chamonix): «Che volete qui con la vostra tv, questo è suolo francese!». Superato il comprensibile sbigottimento dato dal trovarsi di fronte qualcuno che vuol fare il padrone in casa nostra, è ripartita la battaglia geografica. Gli “amati” cugini francesi, infatti, non intendono tutt'ora digerire il fatto che, fin dalla costituzione del nostro Paese, il Monte Bianco sia stato considerato come suolo italiano.

Una vicenda infinita. Era il 1866, quando il neonato Regno d’Italia informava l’Europa e il mondo dei propri nuovi e ufficiali confini. Il trattato costituente venne redatto e fatto firmare da tutti i Paesi limitrofi, comprese la Francia, che però fin da subito non apparve molto felice di lasciare il Monte Bianco all’Italia. Ma tutta l’Europa era d’accordo, e quindi non c’erano alternative. Anzi, a dir la verità una l’hanno trovata: fare come se nulla fosse stato deciso. Secondo le carte geografiche immediatamente successive al 1866 infatti, o perlomeno quelle disegnate da mano e matita transalpina, il Monte Bianco è stato inserito all’interno del territorio francese, con una piccola protuberanza in prossimità del confine valdostano che, di fatto, annetteva il Tetto d’Europa alla giurisdizione di Parigi. Cartografi, geografi e politici si sono da sempre trovati in imbarazzo di fronte a questa querelle, e a precisa domanda su a chi diamine appartenga il Monte Bianco, la Francia ha sempre dato la stessa risposta: «A noi ovviamente. Quale trattato? Chi ha firmato cosa? Ci dispiace, l’abbiamo perso». E così per decenni e decenni. Nel frattempo, si sono svolte interrogazioni parlamentari e persino intere assemblee europee per dirimere la questione, ma sempre senza alcun risultato. Nel 2011, presa dal dubbio, Google Maps ha deciso di segnalare come francese il Monte Bianco, secondo quello che è senza dubbio uno smacco inaccettabile per l’Italia.

 

 

La situazione attuale, fra ruspe e ghiaccio diplomatico. Oggi la situazione è ben lontana dal risolversi. In un’intervista a La Stampa, Guido Azzalea, presidente delle guide alpine della Valle d’Aosta, ha parlato di difficoltà sempre crescenti nel rapportarsi con gli abitanti e le istituzioni del versante francese della montagna. Lo stesso Azzalea ha anche riportato un episodio che ha dell’incredibile: l’anno scorso, nei pressi del colle del Piccolo San Bernardo, a pochi passi dal Monte Bianco, i francesi si sarebbero presentati con tanto di ruspe e avrebbero scardinato e poi successivamente spostato di 150 metri il cartello di confine fra Italia e Francia, quel tanto che basta per far apparire il Monte Bianco interamente transalpino. Il cartello è stato tempestivamente rimesso al suo posto dalle autorità locali italiane, ma l'episodio è indice eloquente della situazione.

Nessun francese da Renzi. Anche da un punto di vista della diplomazia fra istituzioni, il clima è parecchio teso. Martedì 23 giugno, Matteo Renzi si è recato proprio sul Monte Bianco per partecipare all’inaugurazione della nuova, meravigliosa funivia che collegherà proprio i due Paesi litiganti. Ma dei sindaci e delle autorità locali che si sentono più francesi che italiani, nemmeno l’ombra. Una dichiarazione di belligeranza bella e buona, che allarga ancor di più una ferita geografica rispetto alla quale Italia e Francia, pare, non riusciranno mai a trovare un accordo.

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