Tragedia (sfiorata) annunciata

La vera storia dietro all'accoltellamento di Vertova, tra disagio psichico e sociale

Fortunatamente, il 66enne ferito dal fratello non è in pericolo di vita. L'aggressore soffriva di disagi psichici, ma nessuno era mai davvero intervenuto ad aiutare la famiglia

La vera storia dietro all'accoltellamento di Vertova, tra disagio psichico e sociale
Cronaca Val Seriana, 17 Giugno 2021 ore 11:48

Parlare di tragedia annunciata, spesso, può risultare demagogico. Ma ci sono casi in cui, invece, è il modo migliore per descrivere i fatti. Quanto avvenuto ieri pomeriggio (16 giugno) a Semonte, frazione di Vertova, è uno di questi casi. Fortunatamente, non c'è scappato il morto. Ma la vicenda del sessantenne che ha accoltellato il fratello di 66 anni rappresenta il culmine di una storia di disagio sociale e psichico.

I media (noi compresi) hanno inizialmente parlato di lite tra fratelli, una versione filtrata dalle prime indiscrezioni ricevute da chi è intervenuto sul posto nell'immediatezza, o quasi, dei fatti. In realtà, le cose sarebbero andate diversamente. Come racconta una familiare dei due uomini, l'aggressore (il più giovane) è affetto da tempo da problemi psichici e, in passato, più volte aveva avuto problemi. Di questo i servizi sociali erano a conoscenza, tant'è che erano già intervenuti in passato. Purtroppo senza mai risolvere la questione.

Il sessantenne veniva sottoposto a cure farmacologiche momentanee e, nel giro di pochi giorni, sempre rimandato a casa, dove era il fratello maggiore a occuparsi di lui. In altre parole, il problema non veniva mai risolto, si cercava solo di tamponare la situazione. Un ricovero a spese pubbliche in una struttura ad hoc avrebbe comportato costi elevati e i presupposti, a quanto pare, non c'erano. Il problema, dunque, veniva scaricato sul fratello e sulla famiglia, che facevano il possibile. Ma il possibile, in situazioni del genere, spesso non basta.

Ieri, stando alla testimonianza che abbiamo raccolto, non c'è stata alcuna lite. Il 66enne stava tranquillamente mangiando nella casa in cui i due vivevano, quando, all'improvviso, il fratello minore ha avuto uno degli attacchi di cui era vittima. In un raptus, ha preso un coltello e colpito l'altro uomo, che si è poi trascinato, sanguinante, all'esterno della casa, nella zona del pozzo, dove è stato trovato. A quel punto sono stati chiamati i soccorsi. Le condizioni del 66enne sono parse subito gravi, vittima di una ferita da arma da taglio profonda e un'altra invece più lieve, ma non ha mai perso conoscenza. Ricoverato d'urgenza in codice rosso, fortunatamente non è in pericolo di vita.

Nel frattempo, il fratello minore si è chiuso in casa e si è coricato. Quando le forze dell'ordine sono entrati nell'abitazione, non ha opposto resistenza ma è parso confuso. Pare che addirittura non ricordasse ciò che aveva fatto. Trasportato all'ospedale di Alzano, è stato affidato ai servizi psichiatrici, mentre il sindaco di Vertova ha firmato il Tso. La speranza, ora, è che la società si prenda davvero cura di lui. Peccato che, per arrivare a questo, sia dovuto accadere quanto raccontato.