l'annuncio

L’Adunata degli Alpini slitta a ottobre

Prevista dal 7 al 10 maggio a Rimini, ora è stata spostata a ottobre.

L’Adunata degli Alpini slitta a ottobre
21 Marzo 2020 ore 05:51

Era nell’aria da giorni. Ieri l’annuncio. L’Adunata degli Alpini in programma dal 7 al 10 maggio a Rimini non si farà. Slitta a metà ottobre. Ovviamente la data è indicativa, dipenderà da come evolverà l’emergenza sul territorio nazionale.

«L’esigenza di tutelare la salute di tutti – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – è prioritaria. L’Adunata, che dalla fine della Seconda guerra mondiale non si è mai interrotta, è la più importante manifestazione al mondo organizzata da una Associazione d’arma, con lo spirito di amicizia e solidarietà che da sempre contraddistingue gli Alpini. Un grande messaggio di pace e fratellanza che rimane ovviamente immutato anche con uno spostamento di alcuni mesi. In autunno – continua Favero – sarà ancora più bello ritrovarsi e, auspicabilmente, festeggiare tutti insieme la fine di questo difficilissimo momento per il nostro Paese. Nel frattempo – conclude Favero – uomini e donne dell’Associazione Nazionale Alpini continueranno con immutato spirito di servizio a lavorare a sostegno degli interventi di emergenza in atto, non solo a Bergamo, dove diventerà operativo il nostro Ospedale da campo in tempi brevissimi, ma in tutto il Paese, portando ovunque il loro contributo di solidarietà e capacità, da sempre conosciuto ed apprezzato».

Gli Alpini non staranno certo con le mani in mano ad aspettare l’Adunata. In tutti i paesi formano l’ossatura della protezione civile così capillarmente radicata che in questi giorni di emergenza sta svolgendo i più disparati servizi alle comunità e alle persone. L’ospedale da campo, in via di allestimento alla fiera di Bergamo, rappresenta un altro centro operativo importante che assorbe molte energie. Insomma, gli Alpini hanno fatto del volontariato un un corpo d’armata, che in tempo di pace funziona a coprire qualsiasi tipo di emergenza. E l’Italia, con Bergamo in particolare, gliene sono grati. Aspetteremo tutti il momento dell’Adunata, perché sapremo che quello sarà il momento della festa. Intanto le trombe restano mute, appese sugli alberi, proprio come le cetre del popolo di Dio in esilio, in attesa del grande ritorno alla vita.

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