Ma c'è già in lizza Brescia

E se, magari, l’Adunata degli Alpini tornasse proprio a Bergamo?

E se, magari, l’Adunata degli Alpini tornasse proprio a Bergamo?
26 Ottobre 2019 ore 04:00

La prima volta fu nel 1962, la seconda nel 1986 e la terza (memorabile) nel 2010. La nostra città ha un feeling speciale con gli Alpini e la loro Adunata Nazionale. Da qualche tempo è più di un’ipotesi il fatto che la sezione di Bergamo stia lavorando a un clamoroso ritorno, che rappresenterebbe il sogno di ogni penna nera orobica, ma farebbe anche la gioia di tutti i bergamaschi.

L’idea è partita da una semplice considerazione, legata al calendario. Nel 2021 la sezione di Bergamo festeggia infatti il traguardo del Centenario di fondazione e ricordarlo con un clamoroso ritorno era fondata opportunità. Non se ne farà nulla, dato che oltre ad aver già fissato per il maggio 2020 l’Adunata a Rimini, l’Ana nazionale ha sul tavolo le candidature ufficiali anche per il 2021, con quattro città in lizza che si contenderanno l’assegnazione sino a novembre, quando il Consiglio Nazionale proclamerà la città prescelta. In (serena) competizione ci sono Brescia, Alessandria, Udine e Matera. Candidature forti, che dovranno fare i conti innanzitutto con la disponibilità di servizi e organizzazione logistica (in estate si sono svolti i sopralluoghi tecnici) ma anche e soprattutto con criteri geopolitici cui deve necessariamente adeguarsi un’associazione che muove ad ogni Adunata dalle 300 mila alle 500 mila persone.

Qui arrivano i “giochi” che direttamente e indirettamente coinvolgono Bergamo. Come ben si può rilevare dalla scansione temporale con cui si sono ripetuti i precedenti appuntamenti in terra orobica, di norma intercorrono (ma non è un dogma) una ventina d’anni fra un’edizione e l’altra nella stessa città. A Bergamo dal 1962 al 1986 e dal 1986 al 2010 ne erano trascorsi ogni volta esattamente ventiquattro. Troppo presto quindi per inoltrare una nuova domanda al Consiglio Nazionale? Per il 2021 sicuramente sì, anche perché in lizza c’è Brescia (roccaforte del cuore alpino insieme a Bergamo) e perché, non più tardi dello scorso maggio, l’Adunata (quella del Centenario dell’Ana) si è tenuta a Milano. Tre Adunate “lombarde” nel giro di pochi anni sarebbero difficili da ipotizzare. Una considerazione che potrebbe “bruciare” Brescia 2021, a vantaggio magari di Alessandria, che riporterebbe però gli Alpini in Piemonte per la quarta volta in meno di 15 anni (Cuneo 2007, Torino 2011 e Asti 2016). Alessandria rappresenterebbe però una novità assoluta, mentre Brescia ha invece i precedenti del 2000 e del 1970. Ecco allora che dal lotto potrebbe uscire un’outsider come Udine (già sede nel 1996, nel 1983, nel 1974 e nel 1925) o come Matera, in coincidenza con l’anno di Capitale europea della cultura, ma con tradizione alpina senza dubbio meno forte (e in quel senso è troppo fresca Rimini 2020).

Insomma, Bergamo all’idea di una candidatura sta facendo più di un pensiero: si tratta solo di trovare il momento propizio. La decisione sull’assegnazione al 2021 potrà già dire molto: se per esempio non fosse Brescia, Bergamo potrà puntare a organizzare in grande stile i festeggiamenti del Centenario, con un evento di alto profilo a livello regionale e costruendo una candidatura forte all’Adunata per gli anni a venire. Di massima il momento topico del 2021 per gli Alpini orobici sarà l’Adunata Sezionale, di norma fissata alla seconda domenica di settembre, ospitata quest’anno a Clusone e assegnata per il 2020 a Scanzorosciate. Una pubblicità d’altri tempi avrebbe affermato che “c’è baruffa nell’aria”, ma per le Penne Nere abituate alle bufere più tremende ci vuol altro. Lo spirito alpino sa essere più pragmatico e concreto di mille dietrologie. Questo gli Alpini bergamaschi lo sanno e aspettano il momento propizio per proporre una candidatura forte. E, aggiungiamo noi, inattaccabile.

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