Un'indagine norvegese

L’amicizia uomo-donna è possibile? Ora pure la scienza ha i suoi dubbi

L’amicizia uomo-donna è possibile? Ora pure la scienza ha i suoi dubbi
10 Febbraio 2015 ore 10:26

Il dibattito è più che mai aperto: oppone i sostenitori di una possibile amicizia, pura e semplice, fra uomo e donna, contro invece chi ritiene che ad avvicinare i due sessi e a tenerli insieme sia solo il richiamo sessuale. L’ago della bilancia, fra le due correnti di pensiero, sembra pendere più per la seconda ipotesi, almeno stando anche alle attestazioni della scienza e di un recente studio pubblicato sulla rivista Evolutionary Psychology, condotto dalla Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, in Norvegia.

Tuttavia è bene non dare nulla per scontato o considerare la ‘cosa’ fatta, quando si incontra una donna o un uomo piacente, e ci si scambia un fuggevole sguardo corrisposto, perché spesso questi segnali vengono clamorosamente fraintesi da entrambi i sessi, senza distinzione. Ovvero il gentile sesso interpreterebbe i segnali d’interesse sessuale di lui come amicizia mentre il maschio coglierebbe in quello che per la donna è un gesto di amicizia un’indicazione – diciamo – di diversa natura. Ma altre tesi, sempre scientifiche, sostengono il contrario: che Marte e Venere possano non farsi la guerra e andare (solo) amicalmente d’amore e d’accordo.

 

 

Lo studio. Quanto sia complicata l’amicizia fra uomo e donna è cosa nota. Un fatto che non conosce età, ma a cui pare essere maggiormente sensibile la fascia più giovane e focosa della popolazione – quella con una età compresa tra i 18 e i 30 anni –. Eppure ci vorrebbe, specie quando a condurre è solo l’istinto, un po’ di quel self control inglese che trattiene prima di partire in quarta, perché quella sensazione a pelle verso l’altro sesso potrebbe essere una vera e propria cantonata.

Lo ha dimostrato un recente studio norvegese, che ha coinvolto oltre 300 laureandi, un mix di ragazzi e ragazze, intervistati per conoscerne il modo di rapportarsi con il sesso opposto e il risultato dei loro comportamenti, anche affettuosi o presunti tali. Ne è emerso che nella maggior parte dei casi si generano fraintendimenti tra maschi e femmine, poiché gli uomini tenderebbero ad interpretare come interesse sessuale anche gli atteggiamenti amichevoli delle donne e queste a leggere invece un atto di corteggiamento del maschio un fatto di amicizia. Con una percentuale di misunderstanding spiccatamente superiore nel maschio che, in media 3.4 volte e solo nello scorso anno, ha mal interpretato gli atteggiamenti amichevoli femminili.

La ricerca norvegese confermerebbe così i risultati di studi precedenti: in particolare di una indagine della Pacific and Asian Communication Association del 2009 che aveva osservato che gli uomini trovano le donne più seducenti e civettuole rispetto alla visione che queste ultime hanno nei confronti della controparte maschile, e di una seconda ricerca più recente del 2012 del Dipartimento di Psicologia di Harvard, negli Stati Uniti, che ha messo in evidenza come per gli uomini sia più facile sentirsi attratti dalle amiche che viceversa.

 

 

Il fenomeno del fraintendimento avrebbe una ragione scientifica, dicono gli esperti. Perché dietro tutto questo cercarsi e interpretarsi, nel giusto o nell’errore, ci sarebbe la spinta dell’evoluzione della specie. Ovvero l’uomo, per una questione di selezione naturale, tenderebbe a scegliere il proprio partner in base all’attrazione sessuale e con più frequenza e facilità, poiché riprodursi è il suo obiettivo primario. Mentre per le donne non funzionerebbe allo stesso modo, per una questione di maternità e di responsabilità. La gravidanza ha infatti un costo maggiore per il gentil sesso, in quanto comporta non solo di dover affrontare la gestazione e parto, ma anche poi di doversi prendere cura del bambino dopo la nascita. Inoltre una gravidanza porterebbe la donna a rinunciare all’opportunità di riprodursi con altri uomini. Ecco quindi perché la soglia preimpostata dall’evoluzione oltre la quale una donna prende in considerazione la possibilità di avere dei rapporti sessuali, è più elevata rispetto a quella tipica degli uomini. In pratica, una donna che ride alle battute del maschio, che gli sta vicina o gli tocca il braccio a una festa non necessariamente ne è attratta.

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