verso il 25 aprile

L’Anpi provinciale lancia un sito per riscoprire luoghi e itinerari della Liberazione

L’Anpi provinciale lancia un sito per riscoprire luoghi e itinerari della Liberazione
21 Aprile 2020 ore 11:04

Festeggiare il 25 aprile quest’anno avrà un sapore particolare. Non si potrà scendere in strada, si dovrà mantenere il distanziamento sociale, ma l’Anpi Provinciale non ha comunque rinunciato a fare la sua parte, riflettendo su cosa significhi oggi non soltanto essere antifascisti, ma anche e soprattutto partigiani: partigiani che si impegnano a costruire una società più giusta, dove non vi sia l’obbligo di scegliere fra salute ed economia.

In occasione del 75esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, l’Anpi ha lanciato il sito internet www.lastradadeimonti.it, che ripropone i contenuti del libro scritto da Roberto Cremaschi «La strada dei monti. 26 itinerari nei luoghi della Resistenza bergamasca» arricchendoli, grazie anche al contributo del nipote Carlo, di nuove fotografie, indicazioni e percorsi in grado di mantenere vivo il carico di memoria contenuto nella pubblicazione.

«”Andare in montagna” è un’espressione ricorrente nella letteratura resistenziale – spiega Mauro Magistrati, presidente dell’Anpi provinciale -. Calvino, Fenoglio, Meneghello ne danno ampiamente conto nei loro racconti e romanzi. Sulla spinta del celebre invito a cercare in montagna le sorgenti della Costituzione, rivolto fin dal 1955 da Piero Calamandrei ai giovani, andare per i sentieri della Resistenza, visitare i luoghi della memoria (come la Malga Lunga, Museo – Rifugio della Resistenza bergamasca), vuol dire rivivere questa storia, ripercorrere quelle strade cariche di ideali, anche contrastanti, ma pur sempre determinanti per costruire l’Italia che sarebbe venuta dopo».

Il cuore del sito è costituito da 26 escursioni, organizzate in modo da essere facilmente scaricabili e stampabili, sui monti e sui colli vicini al capoluogo segnati dalla presenza di partigiani tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945. Si tratta di segni tragici quali rastrellamenti, fucilazioni e stragi come quella di Monte di Nese, ma anche gloriosi come le battaglie di Fonteno o della Manina, oppure  sorprendenti come il prelievo bancario di Rovetta e perfino divertenti come il Natale al Curò con lo spettacolo delle cascate del Serio o la passeggiata dal passo Tartano a Scanzorosciate.

Un mix di percorsi brevi e lunghi, come quelli che portano dalla Malga Lunga al Curò, da Foppolo al lago Venina, dai Laghi Gemelli a Rovetta, che non ricalcano gli itinerari a cui siamo abituati oggi. «I partigiani hanno vissuto in baite e frazioni isolate, spesso hanno utilizzato i rifugi come basi – prosegue Magistrati -. Ogni escursione è introdotta da una sintetica tabella che indica i sentieri, i tempi di percorrenza e altre informazioni logistiche, corredata da una descrizione del percorso e da una ricostruzione storica degli avvenimenti che hanno caratterizzato quello specifico luogo». Tra i contenuti della pubblicazione riproposti sul sito da segnalare sono l’introduzione di Stefano Morosini «La Resistenza e la montagna» e la nota di Giuliana Bertacchi «Per un uso formativo dei luoghi», pubblicata postuma.

Un utile strumento che serve «per aiutarci a fissare una memoria che non deve passare o smarrirsi – conclude il presidente dell’Anpi provinciale -. Anzi, deve servire per ricordarci quanta fatica e dolore occorsero per tornare a rinascere e diventare uomini liberi. A distanza di 75 anni dalla Liberazione, in un tempo in cui il ricordo della Resistenza rischia di perdersi sotto i colpi di una dilagante e sempre più penetrante delegittimazione, che cerca di screditarne il valore e di offendere la memoria di chi ha lottato per dare dignità e libertà all’Italia».

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