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L'intervento

L’assessore Poli: «In questo 8 marzo non c’è nulla da festeggiare, solo tanto da fare»

La responsabile dell'Istruzione di Palazzo Frizzoni, richiamando il caos causato tra le famiglie da Regione con la chiusura delle scuole da un giorno all'altro, riflette sul ruolo delle donne e della tanta strada ancora da fare

L’assessore Poli: «In questo 8 marzo non c’è nulla da festeggiare, solo tanto da fare»
Cronaca Bergamo, 08 Marzo 2021 ore 18:07

In una nota diramata dal Comune di Bergamo nella giornata di oggi, 8 marzo, l’assessore all’Istruzione del Comune di Bergamo, Loredana Poli, esprime tutta la sua solidarietà agli operatori della scuola e alle famiglie, in difficoltà nel doversi districare tra divieti e restrizioni imposte dal governo e dalla Regione Lombardia, avendo quest’ultima dichiarato la zona arancione rafforzata.

«Le richieste delle famiglie, dei genitori lavoratori, sono tanto più legittime in una Regione nella quale la zona arancione scuro prevede più attività aperte rispetto alla zona rossa», soprattutto tenendo conto dei lavoratori della sanità, particolarmente impegnati in questo periodo, ma non solo.

«Al di là dei lavoratori in ambito sanitario, poi, è necessario arrivare alla definizione dei lavoratori essenziali ed è necessaria una norma a chiarimento dal Governo, o, visto che ha introdotto una fattispecie che non esiste – cioè la zona arancione rafforzata -, da parte di Regione Lombardia: nella regolamentazione della zona arancione scuro, la Regione parte dall’idea di tenere aperte più attività rispetto alla zona rossa, ma non si pone minimamente il tema dei lavoratori-genitori e di come il sistema complessivo dei servizi educativi e dell’infanzia possa organizzarsi di fronte a questa fattispecie». Il richiamo è quindi a una maggiore attenzione, nella legislazione straordinaria, al ruolo che la scuola ha per genitori, e soprattutto madri, che faticano a seguire i figli per tutta la giornata a causa del lavoro che svolgono.

«In questa situazione, le conseguenze delle disposizioni ricadono maggiormente sulle spalle delle donne: e per questo motivo penso non ci sia nulla da festeggiare in questo 8 marzo, ma che invece ci sia tanto tanto ancora da fare», continua la Poli, che poi ribadisce la necessità di creare una lista dei lavoratori essenziali, i cui figli potranno essere seguiti nelle strutture scolastiche, mentre gli altri faranno lezione con la didattica a distanza.

L’assessore ricorda poi le iniziative odierne del Comune per il diritto allo studio, come il supporto della didattica a distanza con i circa 200 dispositivi forniti alle famiglie e le 50 connessioni offerte a chi non poteva permettersele. Ma non mancano il servizio mensa per i bambini che ne hanno bisogno, il servizio di assistenza educativa e di trasporto per gli alunni con disabilità e l’eventuale ampliamento della banda in fibra veloce, già incrementata a novembre.

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