I bergamaschi vogliono aprirne altri

L’Atalanta ora fa anche scuola Ecco il primo centro di formazione

L’Atalanta ora fa anche scuola Ecco il primo centro di formazione
15 Aprile 2015 ore 14:52

Può una società ultracentenaria che milita in serie A avere in comune qualcosa con un’altra, fondata soltanto nel 2010, che partecipa al campionato di Eccellenza? Si, se alla base regna una fiducia completa nel settore giovanile. C’è soprattutto questo alle radici del rapporto che hanno stretto Atalanta e A.S.D. Varesina C.V., squadra nata dalla fusione tra Castiglione Olona e Venegono Superiore, e che ha portato alla nascita del primo Centro di Formazione della società bergamasca in Italia. Questa mattina al Castello di Monteruzzo di Castiglione Olona si è svolta la conferenza stampa di lancio del progetto che ha visto Massimiliano Di Caro (Coordinatore del progetto per Varesina), Andrea Millefanti (Responsabile del settore tecnico di Varesina), Pierangelo Farinazzo (Responsabile del settore giovanile di Varesina), Roberto Spagnolo (Direttore Operativo di Atalanta), Maurizio Costanzi (Responsabile Area Scouting Settore Giovanile di Atalanta), e Romano Zanforlin (Direttore Marketing di Atalanta), riuniti per presentare la collaborazione tra le due squadre.

L’idea. Il progetto nasce circa sei mesi fa quando Gabriele Andena, ex difensore della Dea, segnala a Roberto Spagnolo la Varesina come una realtà importante ed interessante a livello territoriale. Dopo essersi consultato con Costanzi, Spagnolo contatta i dirigenti della società del varesotto e li invita a Zingonia: si presenta una società che colpisce per la sua struttura ben articolata, nonostante la categoria inferiore, con tanto di responsabile marketing e comunicazione (Paola Frascaroli) e capeggiata dal presidente Umberto Belletti. Così si stringe un legame, e nella decisione di fondare il primo Centro di formazione di Atalanta in Italia svolgerà un ruolo-chiave Stefano Bonaccorso, Responsabile Attività di Base per il club orobico, che seguirà passo dopo passo la genesi dell’iniziativa ed il livello tecnico del lavoro. L’obiettivo, come dichiarato da Pierangelo Farinazzo, è quello di proporre ai bambini che frequentano il settore giovanile di Varesina «un percorso di formazione ed aggregazione condiviso secondo i criteri di Atalanta». I numeri infatti della società del varesotto sono importanti: a livello giovanile si parla di circa 300 ragazzi (dalla scuola calcio con ragazzi del 2009 fino agli Allievi), seguiti da istruttori tutti laureati in Scienze Motorie o ISEF, che li preparano nelle strutture di Venegono e Castiglione Olona («già dal 2011 la filiera del settore giovanile era completa»).

La sinergia tra le squadre. L’ambizione di Costanzi è quella di alzare l’asticella per «portare avanti lo sport in Italia e diventare sul territorio varesotto un riferimento culturale»; per farlo si è scelta una realtà apparentemente distante, ma in realtà con molto in comune. È Massimiliano Di Caro a spiegare come le sinergie con la Dea siano parecchie, tra cui un interesse per l’aspetto etico di Atalanta che «dà risalto alla correttezza ed a un’impostazione sociale di aggregazione indirizzata ai giovani», e di conseguenza abbiano portato Varesina ad «affidarsi ai migliori maestri del settore giovanile». Il fulcro sarà sempre e solo la crescita dei ragazzi perché, come ribadito da Costanzi, «fare sport in modo sano ed educativo significa sì cercare di sviluppare le potenzialità dei giovani, ma soprattutto portarli alle loro qualità personali».

Cosa prevede. Il contratto tra le due società è stato firmato qualche giorno fa ed oggi c’è stato lo scambio delle due convenzioni che avranno valore triennale. L’iter prevede che i tecnici del settore giovanile della Varesina verranno formati dallo staff di Bonaccorso, tramite dei momenti di confronto e apprendimento presso le strutture di Atalanta e della società di Venegono, per poi lavorare con ancor più competenza coi ragazzi nelle strutture della zona. Andrea Millefanti, orgoglioso del rapporto appena creato, ha evidenziato come questo sarà «uno step determinante per aumentare il livello di competenza dei nostri formatori». I margini di sviluppo dell’iniziativa sono notevoli: oltre ad essere una “prova” (ma la volontà è quella di ampliarsi in tutto il Paese), come ha evidenziato Romano Zanforlin, infatti ha anche la possibilità di essere legato alla sostenibilità economica per mezzo di partnership con sponsor territoriali, sul modello di quello che svolge Atalanta in tutta l’area bergamasca. Insomma la voglia di iniziare c’è e la curiosità è tanta, per quella che vuole essere «un’opera di crescita sul territorio, utile per entrambe le realtà».

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