Dal Giornale di Treviglio

Latitante egiziano, viveva a Treviglio Arrestato: era ricercato per omicidio

Latitante egiziano, viveva a Treviglio Arrestato: era ricercato per omicidio
02 Novembre 2018 ore 12:02

Lo chiamavano Tyson per via della sua indole irascibile e violenta. I carabinieri alla fine di agosto lo hanno individuato come responsabile di un omicidio avvenuto in Egitto nel 2009. Dopo accurate indagini l’uomo è stato arrestato mercoledì sera a Treviglio.

Omicidio in Egitto. Era stato colpito da un mandato di arresto internazionale. L’uomo insieme a due complici nel 2009 aveva accoltellato a morte un suo concittadino. Dopo l’omicidio, avvenuto a Banha, si era dato alla fuga verso l’Italia. Nel mese di ottobre del 2012 la Corte d’Appello egiziana lo aveva condannato alla pena dell’ergastolo e il provvedimento era stato esteso a livello internazionale. Alla fine del mese di agosto i carabinieri sono venuti a conoscenza del fatto che il latitante internazionale potesse essersi nascosto, sotto falso nome, proprio nella Bassa.

A maggio arrestato per droga. Dalle indagini approfondite è risultato che l’uomo viveva a Treviglio sotto falso nome insieme al figlio. Il 49enne si manteneva in Italia lavorando saltuariamente come carpentiere e spacciando droga. Nel mese di maggio era stato arrestato in via Pontirolo dove, insieme al figlio, aveva messo in piedi un vero e proprio “market della droga”. Lo chiamavano Tyson, proprio per il suo carattere aggressivo e violento.

Voleva rinnovare il permesso di soggiorno. L’uomo era in Italia con un permesso di soggiorno come richiedente asilo. Quando nel mese di settembre ha cercato di rinnovarlo i numerosi alias utilizzati nel corso degli anni hanno insospettito le autorità. Una copia di un vecchio passaporto esibito in occasione del rilascio del permesso di soggiorno nel 200 è stato inviato alle autorità egiziane tramite l’Interpol per individuare le generalità dell’uomo.

Arrestato. Da lì la scoperta: l’uomo poteva essere lo stesso accusato di omicidio e ricercato a livello internazionale. Le ipotesi che l’uomo fosse lo stesso sono state confermate, dopo il riscontro fotografico e anagrafico, dalla verifica delle impronte digitali. Quindi nella serata di mercoledì i carabinieri del Nucleo Investigativo, insieme a militari della Compagnia di Treviglio, lo hanno arrestato e trasferito in carcere a Bergamo in attesa delle pratiche per l’estradizione da parte del paese di origine.

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