Contrappasso

L’autogol della Lega sulla moschea (e suoi social è corsa alla battuta)

L’autogol della Lega sulla moschea (e suoi social è corsa alla battuta)
26 Ottobre 2018 ore 09:25

Nemmeno a un cervello immaginifico come quello di Walt Disney, ci si perdoni il paragone ardito, sarebbe mai venuta in mente una cosa così. Nel senso che la realtà ha davvero superato la fantasia. Per farla breve, il 25 ottobre Regione Lombardia ha venduto all’Associazione Musulmani di Bergamo la piccola chiesa che sta all’interno degli ex Ospedali Riuniti, area che diverrà presto la nuova Accademia Nazionale della Guardia di Finanza. Un paradosso. La Regione, infatti, è guidata da quella stessa Lega che, con Roberto Maroni, ha varato la cosiddetta “legge anti-moschee”. Lo stesso partito che, fino a pochi mesi fa, urlava allo scandalo quando a parlare di moschee erano il sindaco Giorgio Gori e l’assessore Giacomo Angeloni, ironicamente presi in giro sui social con immagini di loro camuffati da emiri con tanto di turbanti e nomignoli arabeggianti. Chi la fa, l’aspetti: pochi minuti dopo la diffusione della notizia, sono stati due esponenti della Giunta, lo stesso Angeloni e il vicesindaco Sergio Gandi, a sbizzarrirsi sui social con una buona dose di ironia e di Photoshop.

 

 

Ma com’è potuto accadere tutto questo? Semplice: l’Associazione Musulmani ha partecipato a un’asta e ha vinto, mettendo sul piatto 430 mila euro. Certo non si può dire che i leghisti l’abbiano presa benissimo (anche se Daniele Belotti, da sempre uno dei più attivi sul tema e tra i primi a ironizzare sulla Giunta Gori sui social, ha risposto simpaticamente alla altrettanto simpatica presa in giro di Gandi): con un comunicato congiunto a firma dei deputati Belotti e Alberto Ribolla, della consigliere comunale Luisa Pecce e della segretaria cittadina Serena Fassi, il Carroccio ha fatto sapere di voler «verificare gli atti della gara per capire se sono stati imposti dei vincoli storici e se ci siano gli estremi per annullare la gara stessa», aggiungendo che, nella chiesa, «devono essere conservate tutte le decorazioni, gli affreschi e i simboli religiosi cristiani sia interni che esterni, tra cui il grande crocefisso nell’abside e la figura di S. Francesco». Una stoccatina poi ad Angeloni, reo su Facebook di aver detto che ora, dopo quanto avvenuto, il tema moschea non sarebbe stato certo usato dai leghisti per la prossima campagna elettorale cittadina: «Prendiamo, infine, atto delle dichiarazioni gioiose dell’assessore Angeloni in merito alla nuova realizzazione della moschea: la Giunta Gori non aspettava…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 3 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 31 ottobre. In versione digitale, qui.

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