Le norme da seguire

L’Avis invita a donare il sangue. Gli ospedali hanno sempre bisogno

L’Avis invita a donare il sangue. Gli ospedali hanno sempre bisogno
26 Febbraio 2020 ore 07:56

Il Coronavirus non deve fermare la donazione di sangue. È l’invito di Avis provinciale Bergamo. «Non bisogna avere paura. Donare il sangue vuol dire relazione, stare insieme e in questi giorni di emergenza Coronavirus tutte le Avis della Regione Lombardia stanno collaborando con determinazione con la Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia e le UdR nell’adottare le misure organizzative più appropriate per evitare situazioni di sovraffollamento nelle aree di attesa prima della donazione. I donatori non devono temere: sono state individuate soluzioni che evitano il sovraffollamento, come ad esempio lo scaglionamento delle presentazioni o una sorta di pre-triage». Anche l’assessore al Welfare Giulio Gallera, durante la conferenza stampa di ieri, martedì 25 febbraio, ha ribadito l’importanza di continuare a donare per non fare mancare il sangue nelle strutture ospedaliere della regione di cui c’è sempre bisogno.

«Anche in questo difficile momento di diffusione dell’infezione da Coronavirus, la nostra Associazione è chiamata a continuare a dare il proprio importante contributo al sistema trasfusionale, pertanto i Centri di Raccolta Sangue di Avis Provinciale Bergamo continueranno a operare, salvo diverse disposizioni che ci dovessero pervenire in futuro dalle sedi Istituzionali preposte. Si prega di mantenere gli appuntamenti per la donazione già agendati. A tal fine vanno rispettate le normative da sempre in essere ai fini della idoneità alla donazione ed ancor più pressanti in questo delicato momento e quindi di non presentarsi a donare e di non prenotare la donazione se: 1) è presente una sintomatologia febbrile negli ultimi 15 giorni; se negli ultimi 15 giorni si è avuto anche un banale raffreddore, mal di gola o altra sintomatologia riferibile a infezione virale, anche se  ci si sente in forma pur con questo problema; se si è frequentato negli ultimi 28 giorni luoghi a rischio facenti parte dell’area attualmente a maggior rischio sanitario che ad oggi ci sono stati comunicati dalla Struttura Regionale di Coordinamento delle attività Trasfusionali, vale a dire le seguenti località del Lodigiano : Castiglione D’Adda, Codogno, Casalpusterlengo, Castelgrundo, Fombio, Maleo, Bertonico, Somaglia, Terranova dei Passerini».

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