il rapporto della provincia

Lavoro, si soffre ancora: in un mese persi 4.500 posti

Il saldo risulta -9,9%, ma risente anche della cessazione dei contratti dei supplenti della scuola. Male il turismo, si ferma la caduta nell'industria, bene edilizia e agricoltura.

Lavoro, si soffre ancora: in un mese persi 4.500 posti
06 Agosto 2020 ore 08:20

Anche a giugno il lavoro soffre. Il saldo tra assunzioni e cessazioni di contratto è -9,9% così distribuito: le nuove assunzioni nel mese di giugno sono state 10.006 (-2.643 rispetto a giugno 2019), mentre le cessazioni sono state 14.499 (1.601 in meno su giugno 2019) con un calo tendenziale del 9,9%. Questo il dato che emerge dallo studio dell’Osservatorio del territorio e del lavoro della Provincia di Bergamo. A giugno, quindi, risulta un saldo negativo mensile di -4.493 posizioni lavorative (contro il -3.451 di giugno 2019). C’è da sottolineare che il saldo negativo del mese di giugno è tipicamente dovuto a un fattore stagionale costituito dalle cessazioni dei rapporti a tempo determinato nell’istruzione (3.828 a giugno 2020, un valore del tutto simile allo stesso mese degli anni precedenti). Si tratta delle supplenze annuali degli insegnanti delle scuole, in larga parte pubbliche, destinate poi a riemergere, dopo un ulteriore calo ad agosto, con un corrispondente flusso di «nuove» assunzioni a settembre di ogni anno.


Tra marzo e giugno 2020, da quando cioè c’è stata la chiusura totale delle attività e la lenta riapertura, il saldo tra avviamenti e cessazioni è risultato negativo per oltre diecimila posizioni lavorative ma il dato, come detto, risente dell’usuale transitoria cessazione a giugno di molte supplenze annuali nella scuola. Più significativo è il saldo degli ultimi dodici mesi che si attesta a quota -7.756 (-6.500 se si conteggiano i soli rapporti di lavoro dipendente), con dinamica in rallentamento: nel mese di giugno si conferma l’attenuazione della flessione dei nuovi ingressi già manifestatasi a maggio. Il comparto più colpito dalla crisi è quello del turismo, seguito dal commercio e dai servizi operativi alle imprese; nell’industria si ferma la caduta, mentre l’occupazione tiene nell’edilizia e nel comparto agricolo.

Al livello dei macro settori di attività economica, il saldo è positivo e non distante dai valori del 2019 per l’agricoltura, con una crescita esigua (+129 posizioni dipendenti negli ultimi 12 mesi). Le costruzioni, dopo i saldi negativi di marzo e aprile, segnano un recupero a maggio (+505) e a giugno (+433) con una variazione di 961 posizioni. L’industria registra un saldo ancora negativo, per il quarto mese consecutivo, ma in miglioramento rispetto a marzo e aprile. Il saldo complessivo degli ultimi dodici mesi (-3.156, con valori compresi tra il +41 della farmaceutica e il -722 della fabbricazione di prodotti in metallo) è sostanzialmente invariato tra maggio e giugno. Nel commercio e servizi il saldo (-5.688) è negativo e in peggioramento. Nei sottocomparti del terziario il saldo è di -1.912 nei servizi di alloggio e ristorazione, -1.740 nei servizi di supporto alle imprese, -707 nel commercio, -485 nei servizi collettivi (sanità, assistenza sociale, istruzione, P.A.), -366 nelle attività d’intrattenimento, -487 negli altri servizi alle persone; solo nei servizi di informazione e comunicazione il dato è marginalmente positivo.

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