L'appello

Le associazioni per la tutela ambientale chiedono al Governo di «applicare veramente le direttive europee»

“Colognola per il suo futuro” e altre duecento realtà hanno scritto una lettera al premier, ai ministri per la Transizione Ecologica e la Cultura e a vari esponenti politici

Le associazioni per la tutela ambientale chiedono al Governo di «applicare veramente le direttive europee»
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L’Associazione Colognola per il suo futuro, conosciuta per aver chiesto la zonizzazione acustica attraverso la ridefinizione delle rotte dell'aeroporto di Orio al Serio, con un comunicato ha fatto sapere che, assieme ad altre duecento associazioni sul territorio nazionale, ha firmato una lettera indirizzata al premier Mario Draghi, ai ministri per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, della Cultura Dario Franceschini e a membri di diversi partiti. L’obiettivo è informare sul mancato rispetto delle direttive comunitarie europee nel valutare l’impatto ambientale dei diversi progetti di opere pubbliche, oltre che di impianti come gasdotti e raffinerie e chiedere più partecipazione pubblica alle scelte su questi temi.

Direttive di questo tipo sono quelle che riguardano, ad esempio, le Valutazioni di Impatto Ambientale (Via), sulle quali le associazioni denunciano problemi relativi a superficialità nell’applicazione, nonostante le palesi violazioni e inadeguatezze di certi progetti, oltre che una lentezza burocratica che ha portato lo scorso febbraio, secondo un articolo sul Sole 24 Ore, ad avere in commissione all’ex ministero dell'Ambiente un accumulo di ben 640 progetti. Addirittura le modifiche nel 2020 al dl semplificazioni, che avrebbero dovuto snellire le procedure, hanno comportato la creazione di un altro organo da affiancare alla commissione e quindi una complicazione delle lungaggini burocratiche.

Ma questi enti non chiedono solo un maggior rigore nell'applicare la normativa europea, ma anche una maggior partecipazione dei cittadini, che spesso sarebbero utili alle commissioni unicamente come «correttori di bozze» a prestazione gratuita, perché le loro osservazioni e proteste verrebbero spesso sfruttate per fare correzioni pro forma sulla carta.

Nel comunicato non manca a tal proposito la denuncia di «imbarazzanti procedure di Via condotte dal Ministero dell'Ambiente» e si chiedono «garanzie per la tutela di diritti primari, da quello alla salute a quello della tutela del paesaggio, della biodiversità e del clima. In Italia le grandi imprese, invece di affrontare la sfida di vedersi valutare pubblicamente i propri progetti come prevedono le leggi internazionali, vivono queste procedure come fastidiosi orpelli. È lì, invece, che si dovrebbe vagliare la qualità della progettualità di un paese».

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