La sentenza

Le condanne agli autori dei ricatti a sfondo sessuale a un prete della Val Brembana

Tre hanno scelto il rito abbreviato, sei il patteggiamento. La pena massima comminata è stata di 4 anni e 8 messi. Ecco come erano andati i fatti

Le condanne agli autori dei ricatti a sfondo sessuale a un prete della Val Brembana
Val Brembana e Imagna, 24 Luglio 2020 ore 15:12

Tre sono stati giudicati con rito abbreviato, gli altri sei hanno scelto la strada del patteggiamento. Alla fine, però, tutti i protagonisti della vicenda dei ricatti hard nei confronti di due sacerdoti, di cui uno della Val Brembana (da dove è partita tutta l’inchiesta), sono stati condannati durante l’udienza che si è tenuta martedì 21 luglio al Tribunale di Monza, come riportano i colleghi di PrimaMerate.

Le condanne. A scegliere la strada del rito abbreviato sono stati un giovane di Bernareggio (pena di 4 anni e 8 mesi), un 24enne di Viganò (pena di 3 anni e 8 mesi) e un 30enne di Ronco Briantino (pena di 2 anni). Hanno invece scelto il patteggiamento un 24enne di Missaglia (4 anni e 8 mesi), un 58enne di Casatenovo (4 anni), uno 20enne di Montevecchia (3 anni), un 42enne di Viganò (2 anni e 10 mesi), un 23enne di Cremella (2 anni), due fratelli di 20 anni (3 anni e 10 mesi) e 24 anni (3 anni) residenti a Sirtori e un 24enne di Seregno (2 anni).

La caserma di Zogno

L’indagine conclusa a gennaio. Le indagini sono iniziate circa un anno fa, ma la vicenda è venuta a galla a gennaio di quest’anno. A condurle sono stati i Carabinieri di Zogno, perché in quella caserma un prete che opera in Val Brembana si era rivolto ai militari per denunciare il ricatto che stava subendo dalla primavera precedente. L’altro prete, invece, opererebbe in Brianza.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, la banda, tra il febbraio a il maggio 2019, ha pianificato in almeno due occasioni estorsioni a sfondo sessuale nei confronti di uomini adescati su chat erotiche, minacciandoli di pubblicare le immagini e le videoriprese degli incontri omosessuali tra le vittime e le “esche” sui social, o attraverso manifesti, se non avessero effettuato i pagamenti richiesti. A questo si aggiungevano le minacce di gravi conseguenze personali e giudiziarie, in quanto gli indagati millantavano conoscenze sia nelle Forze di Polizia, sia nella criminalità organizzata. I fatti sarebbero tutti avvenuti tra Vimercate, Busnago e Lesmo.

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