l'allarme dei pediatri

Le norme per il rientro a scuola sono «inapplicabili, inadeguate e farraginose»

Per il sindacato dei medici pediatri sarà fondamentale processare il maggior numero di tamponi. Le preoccupazioni dei medici sono condivise dagli assessori bergamaschi Loredana Poli (istruzione) e Marcella Messina (politiche sociali) e dal consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta

Le norme per il rientro a scuola sono «inapplicabili, inadeguate e farraginose»
Bergamo, 10 Settembre 2020 ore 17:03

Per il sindacato dei medici pediatri le norme previste per il ritorno a scuola da lunedì prossimo (14 settembre) sono «inapplicabili, inadeguate e farraginose». Per questa ragione i medici avevano proposto di rimodularle, per meglio adattarle alla realtà assistenziale pediatrica, ma l’invito non è stato accolto. Per il sindacato dei pediatri, in particolare, sarà di fondamentale importanza l’essere in grado di processare il maggior numero di tamponi possibili ogni giorno, almeno 12mila.

Nel merito sono intervenuti anche gli assessori bergamaschi Loredana Poli (Istruzione) e Marcella Messina (Politiche sociali), insieme al consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta. «Sulla scuola non si scappa, spero che si stia facendo il possibile, ma mi sembra che i diversi appelli provenienti dai tanti mondi chiamati in causa cadano nel vuoto – sottolinea Carretta -. Oggi è la volta dei pediatri, tramite il sindacato Simpef e il segretario nazionale Rinaldo Missaglia. Concordo con i pediatri quando dicono che la norma che prevede l’impedimento di visitare i pazienti sospetti sia sbagliata e dannosa, così come la certificazione per il rientro a scuola senza una vera e propria diagnosi. Regione Lombardia intervenga, correggendo quel che può e si faccia parte attiva presso il Governo per fare più chiarezza, ormai manca sempre meno e il tempo è scaduto».

«Anche in questo caso Regione e Ats hanno deciso di formulare i protocolli senza interfacciarsi con la prima linea chiamata a impegnarsi nella prevenzione del contagio, cioè i medici di base e i pediatri di libera scelta – aggiunge l’assessore Poli -. Le loro indicazioni operative e l’individuazione delle criticità, che possono diventare anche insormontabili in una fase di contagi diffusi di normali malattie virali invernali, sono essenziali per riuscire a mettere a punto una macchina funzionale a minimizzare le assenze a scuola».

«La scuola rappresenta una macchina che se non è in grado di funzionare adeguatamente, metterà in ginocchio anche il sistema sociale – conclude l’assessore Messina -. Non poter accedere immediatamente a tamponi e test da parte dei pediatri vuol dire bloccare non soltanto un bambino, ma anche i genitori che magari lavorano all’interno di servizi essenziali, bloccando una catena a sostegno dei cittadini più fragili. Bisogna fare massima attenzione al sistema che si compone di un’area famigliare, ma anche lavorativa e occupazionale che rischia di stopparsi improvvisamente».

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