Raffica di rinunce

Le Olimpiadi? Costano troppo ma Roma punta tutto sul low cost

Le Olimpiadi? Costano troppo ma Roma punta tutto sul low cost
03 Agosto 2015 ore 10:45

Ah, cara Olimpiade, ma quanto ci costi? Troppo, secondo molti. Apre la fila la città di Boston che ha detto un bel «no tanks», no grazie ai Giochi del 2024, quelli che vuole fare Roma. Impegnativi? Più che altro davvero costosi. Alla fine ha vinto il fronte del no guidato da Marty Wlash, sindaco di Boston, che ha deciso di ascoltare le preghiere dell’associazione No Boston Olympics secondo cui organizzare l’evento sarebbe costato la bellezza di 14 miliardi di dollari. Fiuuuu, troppi. Meglio impiegarli per le infrastrutture, i trasporti, e tutte le altre cose che servono a una città. Ma è davvero così? Le Olimpiadi sono davvero un mostro sperperasoldi?

Ad aprile il Vietnam ha gettato la spugna: si è ritirato dalla corsa per ospitare i giochi dell’Asia del 2019. Per i Giochi invernali del 2022 (quelli che sono appena stati assegnati a Pechino) erano in corsa in parecchi. Piano piano, una dopo l’altra, hanno rinunciato Oslo (voto negativo del Parlamento), Cracovia (no incassato dal Referendum), Leopoli (perché in Ucraina c’è la guerra) e Stoccolma (motivi economici). Così sono rimaste in corsa Almaty (Kazakistan) ma alla fine ha vinto Pechino, che già aveva ospitato le Olimpiadi nel 2008. Perché tutti queste rinunce alle candidature di un evento di importanza planetaria?

 

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Le Olimpiadi di Atene, nel 2004, sono costate 9 miliardi di euro portando il deficit pubblico al 6,1 per cento del Pil. Per molti è stato il primo passo verso l’indebitamento che oggi fa tanto preoccupare l’Europa. I Giochi di Pechino costarono 30 miliardi, quelli di Sochi 40 (le più care della storia). Ma non è tutto. Le strutture create appositamente per la manifestazione, una volta terminati i Giochi finisco spesso nel dimenticatoio. Anna Pizzoccaro, una nota fotografa milanese, ha documentato gli scheletri abbandonati in cinque olimpiadi (Berlino, Atene, Barcellona, Sydney e Melbourne). Delle Olimpiadi di Monaco ’72 restano edifici pieni di erbacce e ferite. E quando è venuta fuori l’idea di organizzare i Giochi invernale, dalla politica sono uscite cose del genere: «Non c’è alcuna necessità di questo tipo di infrastrutture dopo la fine delle Olimpiadi».

Perché Roma vuole organizzare le Olimpiadi del 2024? Poche ore fa il presidente del Coni Giovanni Malagò ha ribadito l’importanza e l’opportunità che lo sport può dare al nostro Paese. Ha parlato del villaggio olimpico, «modello Tor Vergata», ha detto, cioè: «La totale filosofia low-cost ci contraddistingue – ha sottolineato -, ma l’aspetto ambientalistico è il primo punto dell’agenda, a partire dal recupero delle opere inutilizzate, che hanno contrassegnato in negativo alcuni eventi del passato, ma anche l’utilizzo di cubature esistenti come la nuova Fiera di Roma». C’è l’appoggio del Governo, l’Italia ci crede. Ma è certo che dal 1960, cioè dall’ultima volta che l’Italia ospitò l’edizione estiva dei Giochi, i costi sono aumentati costantemente, circa del 176 per cento. E persino i Giochi di Barcellona del 1992, esempio virtuoso e felice, costarono uno sproposito: circa il 400 per cento in più del previsto. Di questi tempi, davvero troppo.

 

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