Racconto di una ingiustizia

Le parole del poliziotto bergamasco Un post che vale la pena leggere

Le parole del poliziotto bergamasco Un post che vale la pena leggere
Cronaca 20 Aprile 2015 ore 06:10

Martedì 14 aprile, su richiesta del pubblico ministero Giancarlo Mancusi, il giudice Tino Palestra ha archiviato le ipotesi di reato nei confronti di quattro degli otto agenti della questura di Bergamo finiti sotto inchiesta alla fine del 2012 con l’accusa di aver perso tempo al bar, giocando alle slot durante l’orario di servizio. Ad uscire puliti dall’inchiesta, che aveva avuto una vasta eco sulla stampa, sono Pietro Culeddu, di 28 anni, Paolo Belli, di 38, Aldo Biasoni, di 39, e Cristian Belometti, di 36.

Anche in conseguenza dello scandalo suscitato dal clamore per l’indagine, Cristian Belometti ha lasciato la divisa. Nei giorni scorsi su Facebook ha commentato l’archiviazione delle accuse contro di lui e contro i suoi colleghi con parole amare. Vale la pena conoscerle perché descrivono, in maniera puntuale, la violenza e l’ipocrisia di un sistema giudiziario-mediatico che troppe volte, in nome dello scoop, distrugge la reputazione e la vita delle persone.

 

Cristian Belometti

 

Termini il turno di notte sfinito e ti chiamano: «Belo, sali alla mobile che ti vogliono»... Ti siedi di fronte ad un alto dirigente della questura che ti dice: «So che tu sei pulito, ma dobbiamo sequestrarti il cellulare, perquisire te e la tua auto, poi ti trasferiamo a Treviglio per ora, poi chissà dove...».
«Sì ma stai tranquillo, tu non centri nulla!!!».
Capisci a quel punto che qualcosa non va...
il mondo crolla, tremi come una foglia, ora che si fa?
Torno a casa piangendo,
accendi la TV ... BOOM !!!!!
BERGAMO, POLIZIOTTI CHE GIOCANO ALLE SLOT IN SERVIZIO!!!!
Tg nazionali, Tg locali, Corriere, L'Eco, Libero, La Repubblica....
Mille dubbi, mille pensieri... pensi a come farai a dare spiegazioni a tuo padre, a tua madre... A tutti!!
A dire il vero non è stato difficile farsi credere dai più, perché ti conoscono, ti hanno vissuto... ti conoscono!!!
Lo ammetto, per molto tempo è stato problematico persino girare per strada, sembra che tutti ti guardino, ti scrutino e ti giudichino!
Cerchi di far finta di nulla ma arriva un certo punto però la consapevolezza che tu quel mondo non lo vuoi più vivere, non lo accetti per non sentirti emarginato e ingiustamente sporco, non ce la fai più a far finta che vada tutto bene, che sia tutto come prima, non ti fai più andare bene che per i superiori sei solo carne da macello sacrificabile per promozioni, obiettivi politici o invidie personali... e dici ciao.
Ciao alla polizia, al tuo mondo che per 15 anni è stata la tua casa, a colleghi che hai vissuto più di fratelli, dici ciao alla tua famiglia, non vera... non di sangue, ma in realtà quella con cui ha passato più tempo, più momenti, più festività, più gioie, più dolori!
Dopo due anni beh, fortunatamente rimpianti non ce ne sono... il dente avvelenato si, quello resta!
Resta l'amarezza provata a causa di coloro ti hanno fottuto, la tristezza causata da coloro che non ti hanno creduto!!
RABBIA, la rabbia di aver visto chi ti sta vicino soffrire più di quanto abbia sofferto tu, anche se non te lo dava a vedere...
questo si, non me lo perdonerò mai o meglio, non glielo perdonerò mai!!!
Ci sono voluti due anni, neanche troppi, per farmi dire:
TU SEI FUORI ...
Non sei più indagato,
non ti processeremo,
non eri colpevole!!!
Non sarà certo una notizia da prima pagina, da apertura di Tg, da interviste indignate (leggi Dino Finolli ), ma per me vale tanto.
Vale per i miei cari che mi sono stati sempre vicino, per i miei ex colleghi che sapevano la verità, per coloro che mi han creduto ma anche per chi aveva dei leciti dubbi ma che ora si ricrederanno...
Vale per i miei bimbi che non avranno mai dubbi sull'operato del loro papà che per 15 anni ha avuto l'onore di indossare la divisa della polizia di Stato!!!
La vita continua, sarebbe continuata comunque,
Ma, detto sinceramente tra di noi,
Ora è più leggera, senza quel peso!

Cristian Belometti