Sul viale del cimitero

Le piante tagliate a Torre Boldone Una lettera contro la polemica

Le piante tagliate a Torre Boldone Una lettera contro la polemica
29 Gennaio 2018 ore 09:05

A seguito delle polemiche sui social media e per le vie del paese di Torre Boldone, riguardanti il taglio di numerose piante avvenuto nelle scorse settimane, riceviamo questa lettera firmata da Luna Pellizzari (organizzatrice nell’estate 2017 di passeggiate conoscitive nei nostri boschi) che pubblichiamo.

«Da quando, questa estate, ho organizzato i giri per i boschi di Torre Boldone con la guida della Protezione Civile, mi è caro ogni tanto fare un giro per i sentieri, dimenticando gli affanni e lasciando andare la mente a vagare tra gli alberi. La proprietà dei boschi non è solo comunale ma anche privata, e va da sé che, se i sentieri pubblici sono tenuti benissimo, oggi le proprietà boschive non sono più utili come una volta. Il diverso riscaldamento e modo di cucinare, soprattutto, hanno portato a considerare inutile la manutenzione del terreno, che pressoché abbandonato ha portato la natura a gestirsi da sola. Il risultato è che le fronde e le chiome sono alte e intricate, mentre in basso le radici non prendono più luce, e le piante a volte diventano fragili e crollano. Basta fare un giro per rendersi conto che, se pur nel loro habitat naturale, le piante hanno un loro ciclo vitale dato da tantissimi fattori. Allo stesso modo dei bambini, più sani e forti se vivono all’aria aperta, e più fragili se invece sono sempre chiusi in casa senza sport o luce».

 

Le radici secche di uno degli alberi che sono stati tagliati lungo il viale del cimitero
e la messa a dimora delle nuove piante, dei cipressi.

 

«In questi giorni, nonostante fosse stato annunciato sul notiziario comunale ormai da tempo, ha fatto molto scalpore il taglio di tutte le piante nella zona del cimitero – prosegue Pellizzari -. Volendo accertarmi di persona di quello che stava succedendo, come mio solito, sono andata a vedere e certamente l’impatto al momento è stato molto forte: abituati al viale chiuso da tronchi e rami importanti trovarsi lo spazio completamente aperto è stato disorientante. La zona si presentava praticamente nuda, la Teb bene in vista, il parchetto prima al di là degli alberi ora è uno spazio aperto. Mi sono avvicinata al signor Rizzi, proprietario del vivaio adiacente al…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 36 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 1 febbraio. In versione digitale, qui.

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