In settimana saracinesca giù alle 24.30

Le regole che ha in mente il Comune per la movida in Santa Caterina

Le regole che ha in mente il Comune per la movida in Santa Caterina
14 Aprile 2015 ore 17:33

È stata presentata lunedì 13 aprile, dal Comune, una bozza di lavoro per la regolamentazione della movida di Borgo Santa Caterina, o meglio, «per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività dei pubblici esercizi di svago nel territorio cittadino». Più precisamente si tratta delle linee guida che Palazzo Frizzoni ha studiato seguendo la raccomandazione del Tribunale Amministrativo che ha bocciato l’ordinanza contro la movida che il Comune aveva emesso prima di Natale. L’Amministrazione ha già incontrato alcuni rappresentanti degli esercenti per testare il terreno e le reazioni non sembrano essere delle migliori. La bozza, in attesa di essere discussa in Consiglio, è stata anche inviata alle associazioni dei commercianti, che al momento preferiscono però non commentare, trattandosi solo di una bozza.

Abbiamo riassunto in 5 punti i principali contenuti del documento, suddividendoli per aree tematiche di discussione.

 

borgo S Caterina ph Devid Rotasperti (21)

 

1. Pulizia di strade e marciapiedi

Una delle questioni dolenti delle serate nel Borgo D’Oro, è la sporcizia che regolarmente viene abbandonata sui marciapiedi e in mezzo alle strade. Bicchieri di plastica, cartacce e bottiglie di vetro, a volte acquistate nei locali, altre volte portate direttamente da casa. La bozza di regolamento prevede che gli esercenti assicurino «la completa pulizia e la massima condizione di igiene da rifiuti derivanti sia dalla normale attività, sia da eventuali comportamenti generanti degrado ambientale posti in essere dagli avventori dei locali». Oltre alla disposizione di appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti, sarà quindi indispensabile la collaborazione dei giovani, perché nessun gestore può da solo controllare ogni singolo cliente.

 

2. Mitigazione del rumore

Il secondo problema è il disturbo della quiete notturna, non tanto a causa dell’intrattenimento musicale usato dai gestori, quanto quello dovuto al chiacchiericcio di centinaia di persone, che spesso sfocia in grida e urla che perdurano fino a tarda notte. Verrà quindi chiesto agli esercenti di «adottare ogni utile accorgimento al fine di contenere, in particolare nelle ore serali o notturne (23-7), ogni comportamento che, negli spazi, aree o luoghi interni ed esterni ai locali nell’arco di un raggio di almeno 10 metri dagli ingressi dei locali stessi, generi disturbo alla quiete pubblica». Nel regolamento si fa esplicito riferimento a quei comportamenti che ogni buon cliente dovrebbe evitare, in particolare rumori eccessivi e canti.

 

3. Contenitori per la somministrazione

Attualmente i bicchieri forniti dai locali sono in plastica per chi vuole consumare la bevanda acquistata all’esterno delle attività. Nel caso in cui il gestore decida di concedere l’utilizzo di bicchieri di vetro, i clienti che non escludono la possibilità di uscire all’esterno saranno obbligati a versare una cauzione di 2 euro. I bicchieri di plastica dovranno poi presentare chiaramente il logo del locale in cui sono stati forniti. L’avventore dovrà preoccuparsi di gettarli negli appositi bidoni, o sarà responsabile in caso di sanzioni nei confronti del locale.

 

 

4. Orari di esercizio

È certamente il punto della bozza che farà più discutere e su cui sarà più complicato raggiungere un accordo con i commercianti. Negli scorsi mesi sono stati compiuti una serie di studi, sia di carattere urbanistico che di tipo ambientale, in particolare con rilevazioni dell’ARPA Lombardia. A seguito di queste analisi è stata pensata una deroga ai principi generali di apertura e chiusura dei locali, limitando gli orari di esercizio.

Un provvedimento del Sindaco limiterà, per il periodo che va da ottobre ad aprile, l’apertura dei locali dalle ore 6 alle ore 00.30 del giorno dopo, da domenica a giovedì, e dalle 6 all’1,15 del giorno dopo nei giorni di venerdì, sabato e prefestivi. Durante il periodo estivo, cioè quello di maggior attività, le fasce orarie vengono ulteriormente ristrette: i locali potranno restare aperti dalle 6 alle 24 da domenica a giovedì e dalle 6 alle 00.30 del giorno dopo nei giorni di venerdì, sabato e prefestivi.

In caso di esigenze particolari (non meglio specificate e quindi assolutamente passibili delle più svariate interpretazioni), sarà possibile concedere deroghe a singoli esercizi, ma sempre nel rispetto delle problematiche complessive e degli interessi di tutte le parti coinvolte.

Anche in questo caso il comportamento dei clienti sarà fondamentale, perché se è vero che negli ultimi anni si sono visti alcuni locali tenere su la saracinesca fino a notte fonda (più o meno regolarmente), molto spesso la colpa di eventuali schiamazzi notturni o di sporcizia è in realtà di chi, nonostante i locali siano già chiusi da un pezzo, ha deciso di rimanere a sostare all’esterno di questi o comunque nella zona. Come hanno più volte spiegato gli esercenti negli incontri avuti con i residenti, sono questi soggetti la causa di molti dei motivi di scontro tra le due parti in causa.

 

5. Agevolazioni e premi per i comportamenti virtuosi

È importante sottolineare che è prevista una possibilità di deroga a queste disposizioni. Non generalizzata però, bensì riservata solamente a quegli esercenti che decidono di sottoscrivere con il Comune accordi specifici e che terranno, nello svolgimento della propria attività e nei rapporti con i propri clienti, un comportamento virtuoso. Anche in questo caso la bozza non specifica cosa si intenda, nello specifico, per “comportamento virtuoso”, definizione dunque passibile delle più svariate interpretazioni.

Oltre ad interventi strutturali, come l’insonorizzazione dei locali o il Wi-fi gratuito, sarà quindi la buona educazione ed il rispetto dei propri clienti a determinare eventuali vantaggi nei confronti di chi invece viola costantemente le regole.

In questo casi sarà possibile prolungare l’orario di attività per mezz’ora rispetto ai limiti fissati, ma soprattutto sarà possibile avere il riconoscimento di “locale virtuoso”. Una sorta di attestato, grazie al quale si avrà diritto di partecipare alla concessione di spazi pubblici, da parte del Comune, nel periodo estivo. Tali spazi saranno messi a disposizione per manifestazioni e per la normale attività commerciale e verranno individuati in aree in cui l’impatto per i residenti sarà minimo.

 

6. Vigilanza e sanzioni

Il compito di vigilare e verbalizzare eventuali trasgressioni viene attribuito in gran parte alla Polizia Locale, ma avranno un ruolo importante anche i dipendenti di strutture comunali individuate dall’Amministrazione. I controlli potranno avvalersi anche di fotografie o più in generale di rilievi tecnici, come le analisi sull’inquinamento acustico poste in essere dall’ARPA. In caso di infrazioni alle disposizioni del regolamento, sono previste delle sanzioni pecuniarie per gli esercenti, che potranno arrivare fino a 500 euro. Per quanto riguarda il caso specifico degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, le sanzioni andranno da 154 euro a 1.032 euro, ed è prevista come sanzione accessoria la sospensione dell’attività per un periodo di massimo 3 mesi.

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