l'andamento dal 23 al 28 novembre

Le restrizioni hanno dato i loro frutti, ma la zona arancione non deve essere un liberi tutti

Gli indicatori mostrano un lento e progressivo miglioramento. In Italia l'Rt è pari a 1.08, mentre in Lombardia a 1.17

Le restrizioni hanno dato i loro frutti, ma la zona arancione non deve essere un liberi tutti
Cronaca 28 Novembre 2020 ore 19:20

Lo hanno detto sia l’Ats di Bergamo, sia l’Istituto superiore di sanità nel corso della conferenza stampa in cui vengono illustrati i dati del monitoraggio settimanale. Lo hanno ribadito anche il presidente Attilio Fontana e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Gli indicatori certificano ormai una flessione della curva epidemiologica, ma il parziale allentamento delle restrizioni in Lombardia non significa un liberi tutti, come avvenuto in estate.

Numeri alla mano le restrizioni fin qui adottate hanno dato i loro frutti. Lo scacchiere multicolore italiano da domani, domenica 29 novembre, conterà tre nuove regioni arancioni, Calabria, Lombardia e Piemonte, e altre due zone gialle, Liguria e Sicilia. In particolare a Bergamo, come evidenziato dal dottor Alberto Zucchi, direttore del servizio epidemiologico aziendale dell’Ats, il rapporto tra nuovi casi positivi e tamponi diagnostici è calato ulteriormente ed è ormai pari all’8 per cento. Segnali di ottimismo arrivano anche dal calo nel numero di nuovi accessi nei pronto soccorso, dalla flessione delle ospedalizzazioni e dall’andamento dei contagi nella Bassa Bergamasca, la zona più critica da un paio di mesi a questa parte, che inizia a mostrare i primi timidi segnali di miglioramento.

Nelle ultime settimane si è assistito ad un calo dell’indice Rt sia a livello nazionale che regionale. In Italia è pari a 1.08 mentre in Lombardia a 1.17 (la scorsa settimana nella nostra regione l’Rt era pari a 1.5). Anche i dati relativi ai ricoveri negli ospedali lombardi, sia in terapia intensiva che negli altri reparti, da lunedì scorso (23 novembre) mostrano sempre più spesso il segno meno, indice di un calo progressivo della pressione sulle strutture sanitarie.

Tutto questo non deve però lasciar spazio a facili ottimismi. Secondo l’Iss un calo di attenzione nell’adozione delle misure anticontagio (distanziamento, lavaggio delle mani, uso delle mascherine) potrebbe portare a una nuova fiammata dell’infezione nel giro di una o due settimane. Le positività, pur in discesa, continuano infatti ad essere elevate (oggi in Lombardia se ne contano 4.615 e a Bergamo 250) così come il dato giornaliero delle vittime (119 lombardi nelle ultime 24 ore).

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