Dopo la delibera

Le strutture private si buttano sui test sierologici, ma sui tamponi è caos

Il provvedimento di Regione Lombardia è tutt'altro che chiaro e lascia molte zone d'ombra. L'obbligatorietà degli esami rinofaringei di conferma non è esplicita per i singoli sottoposti a esame di sieropositività

Le strutture private si buttano sui test sierologici, ma sui tamponi è caos
14 Maggio 2020 ore 13:24

La delibera di Regione Lombardia del 12 maggio avrebbe dovuto, oltre che dare l’ok all’effettuazione, anche chiarire un po’ di cose sui test sierologici effettuati da strutture private. In realtà, dopo due giorni dalla sua entrata in vigore, la confusione regna sovrana.

Al centro di tutto c’è il presunto obbligo imposto dalla Regione ai laboratori di effettuare anche un tampone, a proprie spese (o meglio, a spese del “cliente-paziente” per una cifra fissata dalla Regione stessa ad almeno 62,89 euro), su tutti coloro che risultano positivi alle presenza di anticorpi nel sangue. Parliamo di presunto obbligo perché, in realtà, la delibera è tutt’altro che chiara in tal senso. Il provvedimento, infatti, norma esplicitamente soltanto gli screening collettivi, ovvero effettuati su comunità di persone quali aziende, paesi o enti e associazioni, e nulla dice dei test per i singoli. L’assessore al Welfare Gallera li definisce «inutili» e quindi li sconsiglia, ma di fatto nessuna norma ne vieta l’effettuazione. Ma anche in questo caso la struttura privata si vedrà obbligata a sottoporre a tampone le persone positive al test?

Habilita, che ha già raccolto oltre ottomila prenotazioni e ha già iniziato a effettuare gli esami di sieropositività in sei suoi laboratori in Bergamasca, al momento non si espone e attende indicazioni più precise dal Pirellone; la Synlab invece, società che ha annunciato a partire da domani (15 maggio) l’effettuazione dei test sierologici su privati nei suoi laboratori di Bergamo, Azzano San Paolo, Alzano Lombardo e Caravaggio (tutte le info QUI), ha invece fatto sapere al Corriere Bergamo che «dopo le nostre valutazioni legali, secondo noi è sufficiente segnalare all’Ats la positività di una persona al test sierologico». Nessun tampone obbligatorio dunque, dicono.

Fonti di Regione negano questa interpretazione, ma è anche vero che, per ora, non c’è alcuna ufficialità. Anche perché sono diverse le strutture private lombarde che, se così fosse, si rifiuterebbero di effettuare i test sierologici, dato che l’effettuazione e la processazione dei tamponi è cosa ben più complicata e costosa e non tutti i laboratori sarebbero in grado di farlo. Chissà se, in tema di test e tamponi, riusciremo mai a capirci qualcosa…

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