Una visione parziale delle cose

LEGO, le critiche per l’omino disabile Quando il politically correct esagera

LEGO, le critiche per l’omino disabile Quando il politically correct esagera
06 Agosto 2015 ore 15:20

LEGO, uno dei più grandi e famosi produttori di giocattoli al mondo, ha introdotto una collezione di personaggi che dovrebbe educare bambine e bambini a prender atto dell’attuale divisione del lavoro nel mondo. Non più solo la scavatrice con l’“omino” col casco giallo ma donne ingegnere, medico e altro. Tra i 20 nuovi pupazzetti ce n’è uno – un vecchietto su una sedia a rotelle spinta da una donna più giovane – che ha provocato un grande dibattito.

Molti non lo immaginano nemmeno, ma esistono anche lobby di genitori che da tempo chiedono alla LEGO di introdurre personaggi con disabilità, diversi dal tradizionale pirata con una gamba di legno. Una delle campagne più diffuse, Toy Like Me, rivolta alle aziende produttrici di giocattoli per la creazione di giochi rappresentativi della disabilità, sostiene che il vecchietto in carrozzina non vada bene perché favorisce il permanere di uno stereotipo: disabili sono solo gli anziani. Leggiamo su ilpost.it che Rebecca Atkinson, co-fondatrice di Toy Like Me, ha spiegato: «Ci complimentiamo con LEGO per aver prodotto un personaggio che utilizza una sedie a rotelle, ma è molto deludente il fatto che l’unica figura che utilizza una sedie a rotelle sia una persona anziana che viene spinta da una figura più giovane. E tutto questo che cosa dice ai bambini della disabilità? Che esiste solo in chi ha più di 65 anni?».

 

 

C’è chi ha voluto premere ancora di più sull’acceleratore: il fatto che a spingere la sedia sia una donna giovane indurrebbe pensieri sessisti corroborati, nell’occasione, dal fatto che della serie fa parte anche una mamma col bambino. Ha scritto Giulia Siviero sempre su ilpost.it: «Il paradosso è che l’obiettivo dichiarato della nuova serie LEGO è quello di educare i bambini e le bambine alle differenze e a una serie di professioni che prima non erano rappresentate. L’obiettivo chiaramente fallisce. Per due motivi: il lavoro di “cura” di vecchi e disabili viene affidato, naturalmente, a una donna e quello della madre viene presentato come un mestiere tra gli altri». Nei commenti qualcuno invita a non sparare sulla Croce Rossa (la Siviero suscita spesso commenti irritati) per esporre il proprio pensiero. E noi ci asterremo dal farlo.

Però tutto questo tirar fuori ad ogni passo sessismo e disabilità, questioni di genere e preoccupazioni educative anti-discriminazione, a fronte di eventi di costume come una pubblicità o un nuovo giocattolo ci sembra sintomo di un modo fondamentalmente ridotto di osservare la realtà. Più in dettaglio, ci pare il frutto di una insufficiente capacità di considerare e valutare i meccanismi di lettura di ragazzi e adulti e di una qualche rigidezza nella comprensione dei percorsi mentali dei bambini e degli adolescenti.

 

 

Le reazioni delle bambine alle bambole non sono né univoche né determinate dalle bambole, come non basta mettere in mano a un bambino un Winchester giocattolo per farne un assassino di bufali o uno sterminatore di Apaches. Certo, siamo ricaduti negli stereotipi sessisti: dovevamo scrivere: non basta insegnare a una bambina a sparare con un Kalashnikov o una Uzi softair, come non basta mettere in mano a un bambino un telaietto da ricamo per fare della prima una nuova Nikita e del secondo un emulo delle merlettaie di Bruges o di Burano. Come se questo non fosse sessista esattamente come l’altro, fatto com’è a specchio.

In ogni caso: non è bastato mettere Achille in mezzo alle bambine per evitare che, al momento buono, si gettasse a pesce su una spada giocattolo. Non sono bastate tutte le bambole vestite da monaca a far desiderare a Gertrude di diventare una di esse. I racconti dei primi martiri scritti da Samuel Butler – pieni di sangue, di teste e di seni tagliati con la spada, di gente buttata a bollire nei pentoloni di pece o presa “a frecciate” sembravano molto più entusiasmanti al piccolo Frank McCourt (Le ceneri di Angela) dei più truculenti e golosissimi film del cinema Lyric. Anche se la bibliotecaria, vedendolo così immerso nella lettura, pensava che si sarebbe fatto prete.

 

Bambine-brave-in-matematica

 

Anni fa, in una serata dedicata ai genitori di una scuola elementare, una signora chiese alla relatrice cosa potesse significare il fatto che suo figlio, dopo aver ascoltato la storia di Biancaneve, si fosse presentato con una mela invitandola a mangiarla. Il pubblico reagì con comprensibile ilarità, dovuta al fatto che tutti – tutti, compresa l’esperta – avevano pensato che il piccolo delinquente volesse avvelenare la genitrice. Solo alcuni mesi più tardi, in un’occasione analoga, un’altra madre si alzò per dire che anche suo figlio le aveva porto la famosa mela, ma aveva avuto l’avvertenza di apporre al gesto la seguente didascalia verbale: Così tu ti addormenti, e io sono il principe che ti vengo a svegliare. Edipo, Edipo, son questi i doni tuoi?

Vale in generale questa precauzione: mai attribuire a un gesto il significato che ci viene in mente per primo. Nel vecchietto in carrozzina un bambino può vedere il nonno che gli piace spostare per casa al punto da identificarsi nella donna che lo spinge dimenticandosi che è una donna; ma può anche pensare che il vecchietto è il cugino che ha avuto in incidente in moto e che quella che lo spinge è la sua ragazza. Siamo venuti su pensando che un bastone fosse un cavallo e una bici una moto da enduro: non saremo capaci di aggiungere o togliere qualche anno – o cambiare sesso – a una figurina di plastica?

Le letture istintive, a senso unico, le reazioni date per ovvie possono essere molto pericolose – lo ha scritto benissimo Marianella Sclavi, per esempio in Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte (Bruno Mondadori) – ben più pericolose di un supposto atteggiamento sessista. Perché ci inducono nell’errore di fronte al mondo e non solo di fronte a un vecchietto in carrozzella. Che poi ne faranno anche uno giovane, tranquilli: a spingerlo sarà un infermiere di Emergency. E ci sarà anche la versione donna in menopausa. E poi – giusto per ribadire che quello di madre non è un mestiere fra gli altri  – faranno quello dell’uomo che gioca col bambino. Così i nostri cuccioli impareranno anche a far attenzione ai pedofili.

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