Lo scontro nell'islam

L’emiro che combatte Boko Haram

L’emiro che combatte Boko Haram
29 Novembre 2014 ore 12:29

Un massacro quasi senza precedenti. Si parla di quasi 200 morti, molti di loro bambini. Sono le drammatiche cifre del bilancio provvisorio dell’ennesimo attentato, presumibilmente a firma Boko Haram, che ha insanguinato Kano, in Nigeria. Per il momento ancora nessuno ha rivendicato la strage, provocata da tre esplosioni che si sono succedute in una moschea nel nord del Paese. Due all’interno del luogo di culto, dove due kamikaze si sono fatti esplodere, una fuori. È accaduto di venerdì, mentre i fedeli musulmani erano riuniti in preghiera. Molte persone hanno perso la vita nel tentativo di scappare, presi dal panico della fuga sono rimasti schiacciati. Raffiche di kalashnikov si sono abbattute sulla gente in cerca di riparo.

Pur non essendoci ancora la rivendicazione, sono in molti a propendere per l’ipotesi che gli autori della strage siano i terroristi di Boko Haram, dal momento che nella moschea di Kano solitamente predica Sanusi Lamido Sanusi, l’emiro che ha assunto una linea ostile al gruppo estremista. Sabato, però, l’emiro era in Arabia Saudita, alla Mecca. Sanusi la scorsa settimana aveva rivolto un appello a tutto il nord-est della Nigeria, roccaforte dei terroristi, a prendere le armi contro i cosiddetti Talebani d’Africa.

Nel paese, il più ricco di tutto il continente, vi sono profonde divisioni economiche tra ricchi e poveri, e tra cristiani e musulmani, moderati e fanatici. Su un totale di 170 milioni di abitanti, ci sono 80 milioni di musulmani che risiedono soprattutto nel nord. La città di Kano, dove è avvenuto l’attacco, conta 10 milioni di abitanti. Negli ultimi dieci giorni quasi quotidianamente Boko Haram ha devastato scuole, villaggi, moschee, mercati, facendo strage di civili inermi. Nel suo appello alla lotta contro i terroristi Sanusi aveva detto: «Questa gente quando attacca uccide tutti, giovani, donne, vecchi e bambini. Rapisce le ragazze per renderle schiave. Voi dovete essere forti, dovete capire che dovete difendervi da soli. Non dovete aspettare che siano i soldati a proteggervi».

Intanto è caccia serrata ai responsabili della carneficina. Oltre ai due kamikaze ci sarebbero una quindicina di uomini armati che hanno aperto il fuoco sulla folla. Quattro di loro sono stati linciati dalla folla, gli altri sono riusciti a scappare.

Chi è l’emiro Sanusi Lamido Sanusi. Nato nel 1961 e nipote del deposto emiro Muhamad Sanusi, Sanusi Lamido Sanusi è un personaggio noto alle cronache politiche nigeriane. Fino a giugno ha occupato il posto di governatore della Banca Centrale Nigeriana e oggi è una delle autorità spirituali più influenti del paese. Si considera sia secondo solo all’emiro di Sokoto, considerato il leader di tutti i nigeriani di fede islamica. È stato nominato emiro dal governatore dello stato di Kano dopo la morte del predecessore Ado Abdullahi Bayero, che aveva ricoperto la carica per oltre mezzo secolo. Prima di essere nominato emiro si attirò l’antipatia del presidente nigeriano, il cristiano del sud Goodluck Jonathan, che lo sospese dall’incarico di governatore della Banca centrale per “imprudenza in materia finanziaria”.

In realtà tra i due era in corso uno scontro senza esclusione di colpi. Si dice però che tra i due ci fosse qualcosa di personale, e che entrambi volessero creare le condizioni migliori, per le classi politiche e le lobby economiche contrapposte del nord e del sud, per affrontare il prossimo scontro elettorale da una posizione favorevole. Sanusi da governatore della Banca Centrale aveva denunciato senza mezzi termini la corruzione della compagnia petrolifera nazionale e aveva riferito in senato della perdita stimata di 20 miliardi di proventi petroliferi tra gennaio 2012 e luglio 2013 attribuibile alla corruzione. Aveva parlato di un vero e proprio sistema per sottrarre risorse allo stato e alla popolazione Un sistema – aveva spiegato – che è facile creare nei Paesi con una classe politica corrotta. L’Economist definì Sanusi “a good man for Africa”, (uomo buono per l’Africa) per aver domato l’inflazione, attratto investimenti, e bonificato il sistema bancario da personaggi impresentabili. Quando Sanusi venne nominato emiro a Kano scoppiarono violenti scontri che vedevano contrapposti i suoi sostenitori ai fedelissimi del suo rivale Amiro Ado Bayero, sostenuto dal presidente Goodluck Jonathan.

Sono stati in molti a vedere in Sanusi un’opportunità concreta per la lotta al terrorismo fondamentalisti di Boko Haram fin dalla sua nomina a emiro. Del resto, già dopo la fine del regime militare in Nigeria nel 1999 Sanusi si oppose all’adozione della legge islamica in alcuni Stati del nord del Paese. Oggi il suo approccio modernizzatore e quasi laico è un anatema per Boko Haram, che aveva già tentato di assassinare il suo predecessore. Solitamente l’emiro, che ha il ruolo di pacificatore, parla in rare occasioni, ma con Sanusi ogni venerdì nella moschea di Kano ci sono suoi sermoni. Segno che la sua battaglia contro la Sharia continua.

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