Cronaca
Al via alla terza o quarta di campionato

L'esordio del cartellino verde che premierà i "buoni" in Serie B

L'esordio del cartellino verde che premierà i "buoni" in Serie B
Cronaca 04 Settembre 2015 ore 15:40

Può un cartellino estratto dall’arbitro avere un sapore dolce? Fino ad oggi le maggiori gioie per un provvedimento disciplinare preso dal direttore di gara erano provate dalla squadra rivale del giocatore che veniva punito. Per noi italiani l’espulsione con cui l’arbitro Elizondo sanzionò Zinedine Zidane nella finale di Berlino del 2006, oltre a divenire leggendaria per il modo e per le provocazioni di Marco Materazzi, fu probabilmente il principale fattore che ci portò a vincere la Coppa del Mondo per la quarta volta nella nostra storia. Un cartellino, giallo o rosso che sia, se accontenta una squadra in campo, scontenta l’altra. Ecco però che da questa stagione nel campionato di Serie B (al via domani sera) verrà lanciata una grande novità: il cartellino verde, il provvedimento del fair-play.

Se fai il bravo vieni premiato. Da metà settembre, non si sa ancora con precisione quando, ma l’applicazione dei nuovi strumenti dovrebbe avvenire tra il 18 e il 22 del mese (intorno alla terza e la quarta giornata della cadetteria), i giocatori potranno vedersi sventolato in faccia un cartellino del colore del terreno di gioco. La new entry servirà per premiare la correttezza di alcuni atleti in campo; gesti come il soccorso ad un avversario infortunato, il buttare fuori la palla in caso di grave incidente in campo o il chiarimento con l’arbitro su alcuni episodi dubbi saranno oggetto di premiazione durante il match. Al termine della stagione poi i calciatori che avranno accumulato più sanzioni in verde verranno premiati in un modo non ancora reso noto. L’idea è venuta al presidente della Lega Serie B Andrea Abodi che lo ha visto all’atto pratico in alcune categorie giovanili, ritenendolo “pronto” per il grande passo tra i professionisti del campionato cadetto. Nei campionati giovanili il premio finale equivaleva ad una convocazione nelle rappresentative regionali e provinciali, oppure ad una segnalazione agli scout dei migliori club a livello europeo. Chissà quale sarà quella per la Serie B.

Ma come nacquero i cartellini. Gli strumenti per le sanzioni disciplinari fecero il loro esordio nel 1970. Pensare che dietro l’invenzione dei cartellini colorati c’è uno degli arbitri più odiati nella storia del calcio italiano: quel Kenneth George Aston che diresse gli azzurri nella celeberrima “Battaglia di Santiago” nel mondiale cileno del 1962. Nel corso del match tra Cile ed Italia il fischietto britannico cacciò (verbalmente) due giocatori nostrani ed indirizzò la partita con parecchie decisioni dubbie verso il 2-0 finale per i padroni di casa. Durante i Mondiali inglesi del 1966 Aston si trovava in tribuna a Wembley ad assistere ai quarti di finale tra l’Inghilterra e l’Argentina, come responsabile mondiale dei fischietti. Al minuto 35 del primo tempo l’arbitro tedesco Rudolf Kreitlein invitò il numero 10 e capitano sudamericano Antonio Rattin ad allontanarsi dal campo in seguito ad un brutto fallo da lui commesso. Dato che all’epoca le espulsioni avvenivano verbalmente, per incomprensioni linguistiche o per furbizia di Rattin per i successivi 11 minuti scoppiò il finimondo in campo, sedato soltanto dall’ingresso in campo di Aston che invitò l’argentino ad abbandonare il rettangolo verde. Pochi giorni dopo, mentre si trovava fermo ad un semaforo, Aston ebbe quello che lui stesso definì un “flash”: occorrevano un cartellino giallo per avvertire i giocatori per il gioco violento commesso ed uno rosso per cacciarli dal campo in caso di condotta reiterata, questi dovevano essere chiari per tutti e dovevano poter ovviare ai problemi di comprensione con gli arbitri a livello internazionale. L’idea venne testata a Messico 1970 e piacque, arrivando fino ai giorni nostri. E soprattutto fino alla testata di Zidane.

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