Parla il procuratore Dettori

«Un incendio, probabilmente doloso all’origine dell’esplosione del Pub»

«Un incendio, probabilmente doloso all’origine dell’esplosione del Pub»
08 Aprile 2015 ore 09:00

«Dalle prime indagini si è trattato di un incendio, verosimilmente doloso, che poi ha provocato un’esplosione». Così il procuratore Francesco Dettori ha spiegato il rogo che la notte scorsa ha ucciso Gigi Parma all’interno del suo locale, il Maguire’s Pub di via Previtali. «Non escludiamo nessuna pista, nemmeno quella del racket, che però per ora non sembra plausibile. Trovata una tanica? Non do altri particolari». Secondo Dettori, Parma aveva ricevuto minacce in passato, ma niente di particolarmente serio. «Indaghiamo per incendio, art.423 del codice penale». Nelle prime ore della mattinata, quando le informazioni non erano ancora chiare, si era persino pensato a un attentato: anche la procura generale di Brescia, visto il periodo, si era allarmata. «Ma possiamo escludere la matrice del terrorismo internazionale» ha chiarito Dettori.

Il rogo che ha ucciso Gigi Parma è divampato intorno alle 4.30. La causa del decesso è già chiara, tanto che non è stata disposta l’autopsia: l’esercente è morto per le ustioni riportate. Le fiamme hanno probabilmente fatto scoppiare qualcosa all’interno del locale: di qui il botto che ha svegliato tutto l’isolato. I vetri questa mattina erano sparsi per decine di metri all’esterno.

Quando c’è stata l’esplosione il locale era chiuso da più di un’ora. Parma si era allontanato dopo aver salutato il cuoco, ma dopo circa un’ora è tornato indietro. Perché? Lo diranno le indagini condotte dalla squadra mobile, che per ora non prendono in considerazione l’omicidio. Potrebbe essersi trattato di un gesto autolesionistico? Non è escluso, anche se chi lo conosceva bene parla di un uomo pieno di vita, legato al suo lavoro. Verso le 21 di lunedì aveva pubblicato un post sulla sua bacheca Facebook: «Keep calm and drink belgian beer». Poco prima, un’immagine con le nuove birre in arrivo. Qualche ora dopo, la tragedia. La salma dell’esercente è stata rimossa solo verso le 9 di questa mattina, dopo i rilievi della scientifica. Parma era molto conosciuto in città: il Maguire’s, storico punto di riferimento della Bergamo by night, è frequentato anche da politici e giornalisti.

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Le testimonianze. «Ho sentito un botto spaventoso, mi sono affacciato e ho visto vetri dappertutto, le fiamme uscire dal locale – racconta un uomo che abita di fronte – sono sceso in strada, c’era gente che urlava. Poi sono arrivati i pompieri». Gli abitanti del caseggiato sopra il pub si sono svegliati di soprassalto, in un appartamento si è sollevato il pavimento. Danni anche nel cortile retrostante. La gente ha potuto tornare in casa solo dopo le sette. Un ragazzo marocchino accorso sul posto dopo lo scoppio racconta: «Abbiamo sentito gridare da dentro: siamo qui, siamo qui. Poi anche il grido di una donna». Il suo amico Nabil, tunisino, spiega che «si sentiva un forte odore di gas».

Chi era Gigi Parma. In città Gigi Parma, 48 anni, era persona conosciutissima: oltre a gestire il suo pub, era anche segretario dell’associazione Rete Impresa a Bergamo. Grande il suo impegno in questi anni per rendere più vivibile e sicura la città: l’ultimo episodio che si ricorda – era inizio febbraio – era stato un intervento per sedare una rissa tra sudamericani in via Previtali. Qualche giorno dopo, un’altra zuffa nella zona aveva spinto la polizia a fare controlli più stringenti, arrivando poi a chiudere un bar della via. «Abbiamo lavorato 15 lunghi anni affinché la zona tornasse vivibile e sicura, con l’armonia tra chi qui abita e qui lavora», aveva detto Parma in quell’occasione. «Nessuno vuole tornare al passato per colpa di comportamenti scorretti di singoli». Parma era molto conosciuto anche in Città Alta, dove risiedeva con la moglie. Prima di acquistare il Maguire’s, aveva gestito per diversi anni il Papageno pub sulla Corsarola.

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Il dolore degli amici. Tra gli amici di Gigi Parma ci sono anche molti politici. L’onorevole Antonio Misiani è stato tra i primi ad accorrere in via Previtali. «Mi hanno avvertito e sono subito corso qui. Lo conoscevo da tempo, è un grande dolore. Ogni tanto passavo dal pub, l’avevo sentito via sms per Pasqua. Mi sembrava tranquillo, anche se poi un messaggio non rivela lo stato d’animo di una persona». Misiani rivela che Parma aveva delle “preoccupazioni”, senza però entrare nel merito. «Ma chi l’avrebbe detto che sarebbe successa una cosa del genere». Un altro amico esclude l’ipotesi del gesto estremo: «Era pieno di vita, un entusiasta. Non può aver fatto una cosa del genere».

Le indagini. Al momento tutte le piste restano aperte. Il pub è stato sequestrato dalla polizia per poter effettuare ulteriori accertamenti. Secondo indiscrezioni, Parma avrebbe chiuso il locale non tardissimo e poi sarebbe rincasato. In piena notte, però, sarebbe tornato. Mistero assoluto, per ora, sul motivo. Poco dopo mezzogiorno l’ingegner Antonio Dusi dei vigili del fuoco aveva spiegato: «L’esplosione è avvenuta nel centro del locale. Ci sono elementi che ci fanno pensare all’incidente ma anche all’attentato». Non aveva voluto aggiungere di più rifiutandosi di rispondere a una cronista che chiedeva conferma sull’ipotesi del ritrovamento di una tanica.

 

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