Indagini e prospettive

Lettera choc di due grandi azionisti «L’iPhone rende dipendenti i bimbi»

Lettera choc di due grandi azionisti «L’iPhone rende dipendenti i bimbi»
09 Gennaio 2018 ore 09:30

L’avvertimento ad Apple è di quelli seri: arriva infatti da due superazionisti che hanno in portafoglio ben 2 miliardi di dollari di azioni dell’azienda di Cupertino. Il fondo Jana Partners e il California State Teachers’ Retirement System hanno scritto una lettera alla grande azienda della mela, esprimendo una preoccupazione che non ha nulla a che vedere con il business: secondo loro il prodotto di punta di Apple, il mitico iPhone, nelle sue varie versioni, starebbe creando pericolosi fenomeni di dipendenza tra i ragazzi. La raccomandazione è quella di prendere in seria considerazione il problema e di studiare delle contromisure.

Che una simile preoccupazione venga espressa non da associazioni o da comitati da genitori ma da due grandi e potenti investitori è cosa che deve far davvero pensare. Tra l’altro il California State Teachers’ Retirement System è un fondo pensione degli insegnanti californiani, e quindi ha come sottoscrittori persone che hanno a che fare con i ragazzi. Jana Partners è invece un hedge fund, e probabilmente è mosso dalla preoccupazione che a lungo andare questo problema possa essere avere ripercussioni negative per il business. Infatti nella lettera si invita la Apple a intervenire, fornendo nuove opzioni di controllo ai genitori, non solo perché è la cosa giusta da fare sul piano sociale, ma conviene anche su quello economico.

 

 

Oggi Apple ha una capitalizzazione di 900 miliardi e quindi anche due investitori delle dimensioni come quelli usciti allo scoperto rappresentano meno dello 0,5 per cento. Eppure la loro voce ha fatto clamore, tanto che il Wall Street Journal, il più autorevole sito di informazione economica americano, ha messo la notizia in apertura. «Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie», si legge nella lettera firmata dai due investitori. «Il disagio sociale crescente a un certo punto avrà un impatto negativo anche su Apple. Per questo è importante affrontare subito la questione».

Su cosa si basa questo allarme? Lo spunto viene dal libro iGen dello spsicologo Jean M. Twenge (docente alla San Diego State University e autore di un altro libro di grande successo “Me Generation”). Il sottotitolo spiega il contenuto: «Perché i bambini super-connessi di oggi stanno crescendo meno ribelli, più tolleranti, meno felici – e completamente impreparati per l’età adulta – e che cosa questo significa per il resto di noi». Oltre al libro gli estensori della lettera fanno riferimento anche a una ricerca del Center on Media and Child Health secondo la quale tra gli adolescenti che usano che usano gadget elettronici per più di tre ore al giorno cresce in modo esponenziale il rischio di suicidio. Mentre quelli che sono dipendenti dai social media sono i più vulnerabili dalla depressione.

 

 

I sottoscrittori della lettera sono intenzionati a fare le cose sul serio, tanto che hanno creato un consiglio per dare più impatto a questa campagna coinvolgendo il cantante Sting, sua moglie Trudie, e la suora Patricia Daly, che era riuscita a costringere la ExxonMobil a una maggiore trasparenza sulle questioni ambientali.

Da parte sua Apple ha rilasciato un comunicato in tarda serata di ieri, spiegando che dal 2008 nell’iPhone c’è un software che dà la possibilità di un controllo da parte dei genitori sugli apparecchi dei figli. «Pensiamo molto approfonditamente a come i nostri prodotti vengono usati, e all’impatto che hanno sugli utenti e sulle persone che gli sono attorno. Prendiamo assai seriamente questa responsabilità, e siamo totalmente impegnati a soddisfare e venire incontro a ogni esigenza e aspettativa dei nostri clienti, specialmente quando riguarda proteggere i bambini» .

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