«Restituisco il voucher»

Lettera di un tifoso qualunque «Mi sento discriminato e offeso»

Lettera di un tifoso qualunque «Mi sento discriminato e offeso»
14 Febbraio 2015 ore 18:32

(x. j.) Quando hanno un attimo di tempo, quando ne hanno voglia, il Ministro degli Interni Angelino Alfano, il Prefetto e il Sindaco di Bergamo si leggano questa mail che mi ha mandato il signor Gian Battista Valota, tifoso dell’Atalanta, inoltrandola anche alla società nerazzurra. Magari Alfano, il Prefetto e il Sindaco di Bergamo capiscono che cosa voglia dire la passione per la Dea, calpestata da bandi medievali che non stanno né in cielo né in terra e discriminano Bergamo e i bergamaschi.

Sono un fiero sostenitore dei colori atalantini che seguo attivamente dagli spalti da oltre 20 anni. Non sono un occasionale che prende parte alla partita solo in base al blasone dell’avversario, al meteo o alla posta in palio, come quelli che probabilmente domenica 15 febbraio poggeranno i loro sederi sui seggiolini di tribuna centrale e Creberg acquistando un tagliando che darà a loro l’accesso allo stadio che viene negato a me che ho acquistato questo diritto nel luglio 2014 sottoscrivendo un voucher… Io ci sono sempre stato che si trattasse di una scialba amichevole o di una partita di cartello, sotto il sole cocente o con la pioggia e con il gelo.

Ci sono sempre stato fino a che qualcuno comodamente seduto ad una poltrona ha deciso che non dovessi più essere al mio posto senza un vero perché. Non ho commesso alcun reato eppure mi trovo privato della libertà di seguire la mia squadra… Non sono un criminale, sono un onesto padre di famiglia che lavora e paga le tasse ma ha la “dannata colpa” di frequentare la parte di tifo più caldo e vero della squadra della nostra città.

Mi sento discriminato ed offeso da questa decisione che non mi tratta da libero cittadino come merito di essere trattato unitamente a tutte le altre persone che hanno sottoscritto con voi un contratto chiamato voucher che ci viene ingiustamente impedito di poter usufruire. Da ormai 3 mesi mi è stato vietato il sacrosanto diritto di cittadino libero di vivere la mia passione. Schifato dalla decisione delle autorità (che ritengo indegne di rappresentarmi) e deluso dal silenzio della Vostra Società rimando il allegato il mio Voucher e chiedo la rescissione del contratto posto in essere alla stipula dello stesso.

Sono e resterò sempre atalantino perché una legge assurda e un ingiusto decreto mi possono allontanare dal mio settore ma non mi allontaneranno dalla MIA squadra che continuerò a sostenere da fuori a modo mio perchè non ho intenzione di farmi sopraffare oltre modo da decisioni insensate e pesantemente discriminatorie che offendono la mia persona.

In fede ed a guardia di una fede

Gian Battista Valota

Rifinitura molto rumorosa per l’Atalanta. A Zingonia, come anticipato nei giorni scorsi, circa 300 tifosi della Curva Pisani (e non solo) si sono radunati alle 10 nel bar di fronte al centro Bortolotti. Verso le 10.30 il gruppo si è spostato nella tribuna del nuovo campo sintetico e per circa tre quarti d’ora ha incitato a gran voce la formazione atalantina.

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Bandiere, tamburi e gli striscioni “Mai Sola” e “Curva Nord” hanno colorato la grigia mattinata zingoniana. Alla recinzione è stato appeso un drappo bianco lungo una quarantina di metri che ha sintetizzato così il momento che Bergamo, l’Atalanta e la sua gente stanno vivendo: «Sentenze già scritte e stadi vietati, giocate e vincete per gli unici che vi hanno sempre incitati. 1907».

 

 

Fin dalle prime battute della seduta, il leader della Curva, Claudio “Bocia” Galimberti, ha lanciato cori di sostegno a gran parte dei giocatori: Pinilla, Denis, Bellini e Cigarini sono stati i più acclamati, oltre a Mister Colantuono. L’allenamento non ha offerto particolari spunti, in panchina c’era il direttore generale PierPaolo Marino e verso le 11 dal campo è arrivato il segnale di stop.

 

 

Si sono registrati anche cori per il presidente Percassi con un invito ad «alzare la voce», mentre al Prefetto, Francesca Ferrandino, e al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, i tifosi hanno riservato alcuni cori di contestazione per le ultime decisioni prese e per l’assordante silenzio da parte del primo cittadino.

 

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