testimonianza dall'estero

Lidia di Stezzano resiste nella tempesta. A Londra per completare gli studi

La ragazza nella capitale inglese per un master alla School of Economics. Poteva tornare coi voli di emergenza, ma ha scelto di restare. «La città si è svuotata nel giro di una settimana». «Persino il mio prof aveva le lacrime agli occhi nel leggere certe notizie su Bergamo»

Lidia di Stezzano resiste nella tempesta. A Londra per completare gli studi
Stezzano e Azzano, 31 Marzo 2020 ore 10:38

di Laura Ceresoli

Per un po’ di tempo Lidia Boncoraglio nella sua amata Stezzano non potrà fare ritorno. Questa 24enne è bloccata a Londra dove si era recata per frequentare un master alla London School of Economics. «Per gli studi ho spesso a che fare con il Risk management e l’analisi dei rischi. Ironico che io stia studiando queste cose proprio nel paese che ha iniziato a vedere il Coronavirus come un reale rischio solo pochi giorni fa», esclama.

Lidia, Holly per gli amici, ancora non riesce a prevedere quando potrà riabbracciare i suoi familiari, visti gli scenari che si stanno prospettando. Intanto, alla giovane stezzanese non resta che seguire le lezioni online e dedicarsi alla sua tesi di laurea. «In realtà, so che il governo aveva messo a disposizione dei voli di emergenza per tornare a casa – precisa – ma alla fine, quella di rimanere qui a Londra è stata una scelta obbligata dalle circostanze, per questioni universitarie e di spazi. Ho un affitto pagato fino a inizio luglio, in una residenza universitaria che si è svuotata durante la settimana. Ho una stanza con un bagno privato. Inoltre tornando avevo un po’ paura di diventare io stessa il fattore di rischio per gli altri, in una provincia già abbastanza devastata dal virus. In più, una volta in Italia, non sapevo quando avrei potuto far ritorno in Inghilterra per completare il master».

Fino a una settimana fa, Lidia aveva una vita normale, fatta eccezione per quella mascherina che ha iniziato a indossare a marzo: «Dovevo proteggermi. I tamponi vengono fatti nei casi gravi in ospedale, perciò era praticamente impossibile disegnarne la geografia. Per precauzione e sotto consiglio medico ho preso una ffp2 che usavo nelle aule universitarie (piene), in biblioteca e sui mezzi pubblici. Poi ho preso anche il gel igienizzante. A parte me e un altro paio di conoscenti, nessuno si rendeva minimamente conto del virus. Era come se non esistesse. Solo negli ultimi giorni è arrivato l’ordine di chiudere pub, ristoranti e le scuole, tranne per i figli dei lavoratori chiave del servizio sanitario nazionale».

Con l’arrivo di provvedimenti più restrittivi, la routine londinese di Holly è cambiata radicalmente.

L’articolo completo e altre notizie su Stezzano a pagina 31 del numero di PrimaBergamo in edicola fino al 2 aprile, oppure sull’edizione digitale QUI.

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