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Linea C, tra qualche giorno ci siamo Ma le corsie preferenziali servono?

Linea C, tra qualche giorno ci siamo Ma le corsie preferenziali servono?
01 Febbraio 2018 ore 07:30

L’attesa sta per finire. Lunedì 5 febbraio si inaugura a Bergamo la Linea C, non inquinante e a emissioni zero. La tratta attraverserà il centro città grazie ad alcune corsie preferenziali. Ma la vera novità sono gli autobus elettrici lunghi dodici metri, che ospiteranno fino a 77 persone. Gli interni, sobri ed eleganti, sono il giusto connubio tra tecnologia e design. Grazie a questo, alle performance in accelerazione, alle vibrazioni ed emissioni sonore, questo modello di autobus ha vinto il titolo europeo di Bus of the Year 2017. Un’altra novità sono le sedici nuove pensiline smart, con connessione WiFi gratuita, porte usb e mappe interattive con informazioni su orari, rete e punti di interesse della città. Ma sembra tutto troppo bello per essere vero.

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Costi e polemiche. Per renderlo possibile, sono stati investiti ben sette milioni di euro. In più non sono mancate e non mancheranno difficoltà e polemiche. La soppressione della Linea 2 in favore della Linea C, infatti, ha distrutto le speranze dei cittadini di vedere raddoppiato il numero delle corse. Il problema più grande, però, è rappresentato dalle corsie preferenziali, che in alcune vie già molto strette, come via Garibaldi, saranno fonte di grandi disagi per il traffico cittadino. Franco Ardizzone, 75 anni, non usa mezzi termini: «Le corsie preferenziali mi sembrano, scusate il termine, una gran vaccata. Se via Verdi e via Camozzi fossero a senso unico avrebbero un senso, ma così si restringe solo una carreggiata dove già il traffico è sempre bloccato. Bergamo non ha le dimensioni adatte. Per incentivare l’uso dei mezzi pubblici rompono le scatole agli automobilisti, ma non è questo il sistema».

Anche Marinella Nobili, 56 anni, è dello stesso avviso. Ci parla mentre aspetta il 2 dopo aver fatto la spesa: «Se si fa una cosa di solito è per risolvere un problema. Le corsie preferenziali di cinquanta metri non lo risolvono. Idealmente è una bellissima cosa, concretamente è fatta male. La corsia preferenziale era giusto farla, per esempio, in via Statuto, che è più grande e più libera, e servirebbe anche al quartiere Santa Lucia, che è servito malissimo. Io piuttosto che aspettare il pullman vado a piedi, ma oggi ho la spesa e mi fa male un piede, non ce la faccio».

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Giudizi negativi sulla novità, però, non sono arrivati soltanto da persone un po’ più “su di età”, da cui ci si può aspettare della ritrosia verso i cambiamenti. Antonio Giangregorio, 35 anni, dice che le corsie preferenziali sono superflue: «Non migliora certo la viabilità aggiungere qualche corsia qua e là». Persino un poliziotto ci dice che «sembrano tanti pezzi messi lì a caso. Se fossero più organiche potrebbero funzionare, ma tanti pezzi staccati non hanno senso».

Le corsie contro i parcheggi abusivi. Un operatore Atb, che più di tutti frequenta le linee, sottolinea invece il problema dei parcheggi abusivi: «Le corsie preferenziali sono state inserite solo per risolvere il problema dei parcheggi abusivi in via Garibaldi, perché in quarant’anni il Comune non è riuscito a prendere seri provvedimenti». Non è l’unico che vede le corsie preferenziali come una svolta per gli abitudinari delle “quattro frecce”. Eugenio Viola, 29 anni, ha un negozio in via Garibaldi: «Se queste corsie sono comode per chi utilizza il pullman tanto meglio. Io ho sempre chiesto un posto per carico e scarico ma non me lo hanno mai dato, quindi se con queste corsie il parcheggio diventerà un disagio per tutti forse la situazione migliorerà».

 

 

Anche il signor Gambarini, 57 anni concorda: «Mi pare un sistema intelligente, anche se ha generato problemi a livello pratico, soprattutto ai parcheggiatori abusivi. Però la riduzione dell’inquinamento è una buona cosa. Ci sarà un po’ di disagio iniziale, ma dopo ci si abituerà, anzi spero venga sviluppato. Se disincentiverà l’utilizzo delle automobili tanto meglio».

Un po’ di ottimismo. Il 57enne non è l’unico a vedere la Linea C in modo ottimista, anche se quelli che commentano positivamente la novità, a dirla tutta, o sono ragazzi oppure non abitano a Bergamo città. È il caso di Alessio, 28 anni, che ammette di non saperne molto: «Quando vedrò e proverò la linea potrò farmi un’opinione. Per le corsie preferenziali, invece, direi che era ora. È una buona cosa» Stesso discorso per Nicholas, 19 anni, e Massimiliano Leggeri, 45, entrambi dichiaratamente disinformati ma fiduciosi. Ora non ci resta che attendere il 5 febbraio.

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