Cronaca
«Terroristi controllano tre edifici»

L'Isis torna a minacciare Kobane

L'Isis torna a minacciare Kobane
Cronaca 25 Giugno 2015 ore 11:13

Kobane, la città curda al confine tra Siria e Turchia che nei mesi scorsi è stata il simbolo della lotta curda al sedicente califfato, è nuovamente nel mirino. A divulgare la notizia del rientro in città degli jihadisti dell’Isis è stata la BBC, citando l’Osservatorio Nazionale Siriano per i Diritti Umani, onlus con sede a Londra vicina ai ribelli che combattono il regime di Assad. Dopo che a gennaio le milizie curde, con il sostegno dei raid della coalizione internazionale, avevano liberato la città da quattro mesi di assedio jihadista, nella notte tra il 24 e il 25 giugno ci sono stati nuovi violenti scontri. Secondo quanto riporta Al Jazeera, sarebbero morte almeno dodici persone. Questa mattina un’autobomba è esplosa uccidendo diverse persone e contemporaneamente è partito un nuovo attacco da parte dei miliziani alla città su tre fronti: da sud, da est e da sud-est. Secondo alcune fonti, però, non è in discussione il controllo della città da parte dell’Ypg, le Unità di Difesa del popolo che da gennaio sono diventate il simbolo della lotta all’Isis. Il portavoce ufficiale dell’Ypg ha dichiarato: «Un gruppo di jihadisti dell'Isis si è infiltrato nella notte all'interno della città. Secondo le nostre informazioni sono entrati dalla parte turca all'altezza del valico Mashterkinar», aggiungendo anche che «la città è sotto il nostro saldo controllo. I terroristi hanno preso il controllo di alcuni edifici in tre punti della città. Le unità di Difesa del Popolo (Ypg) hanno steso un cordone di sicurezza e ci sono combattimenti. Nelle prossime ore libereranno gli edifici».

 

 

Botta e risposta tra curdi e turchi. Secondo l’agenzia di informazione curda Welati, gli jihadisti si sono infiltrati nella città con indosso divise dei combattenti curdi e dei ribelli dell’Esercito siriano libero (Esl). Stando all’agenzia, i miliziani sparano «in modo indiscriminato contro chiunque cammini per le strade». Le autorità di Kobane hanno fatto appello alla popolazione a rimanere in casa. Secondo altre fonti, gli jihadisti sarebbero entrati in città direttamente dal territorio siriano. A sostenere ciò, in particolare, la Turchia, che in una nota dell’ufficio del governatore della provincia turca di Sanlurfa, precisa di essere in possesso di prove che dimostrano che i militanti dell'Isis sono entrati dalla città siriana di Jarablus, a ovest di Kobane, nella provincia di Aleppo.

Stupore per il ritorno a Kobane. La notizia del ritorno degli jihadisti a Kobane ha preso tutti di sorpresa, poiché l’Isis nelle ultime settimane aveva dimostrato di essere in netta inferiorità rispetto all’esercito dei peshmerga curdi. Le forze dell’Ypg, infatti, avevano appena messo a segno una serie di vittorie, anche grazie all’aiuto di alcuni gruppi di ribelli moderati dell’esercito Siriano Libero, conquistando la località strategica di Ayn Issa, ad appena 50 km da Raqqa, la roccaforte dell'Isis in Siria. Si parlava addirittura di una possibile conquista di Raqqa da parte dei curdi, gli unici che davvero abbiano combattuto sul campo gli jihadisti.

 

kobane

 

Continuità territoriale curda. Pochi giorni prima i combattenti curdi avevano annunciato di aver preso il controllo del valico di Tal Abyad, sul confine con la Turchia, finora in mano all’Isis. Da l' lo Stato Islamico si riforniva di armi, faceva passare i foreign fighters, smerciava petrolio di contrabbando. Una conquista importante per i curdi, che vedrebbero con Tal Abyad il compimento di una continuità territoriale tra le tre aree a maggioranza curda situate lungo le frontiere di Siria e Turchia. La conquista, inoltre, permetterebbe anche a Kobane di uscire dal suo isolamento.

Le donne curde. A distinguersi in modo particolare in questa lotta senza pietà, sono state le Milizie Femminili di Autodifesa (YPJ), che sono state definite il migliore strumento per combattere sia l’Isis sia il regime di Assad. Sono donne che si percepiscono come le garanti di una società libera, che credono fermamente che l'emancipazione sociale passi necessariamente attraverso l'autodifesa armata. Una lotta, quella delle donne curde, destinata non solo a sconfiggere i terroristi dell'Isis ma anche a creare una società nuova caratterizzata dal recupero delle radici culturali umiliate dall’oppressione dei regimi e dal superamento dei vecchi modelli feudali e patriarcali.

 

 

Offensiva anche a Hasakah. Nella stessa notte, tra il 24 e il 25 giugno, l'Isis ha lanciato anche una seconda offensiva, attaccando la città di Hasakah nel nordest della Siria, abitata soprattutto da curdi. Decine di siriani e di miliziani Isis sono morti negli scontri e molti civili sono fuggiti dalla città. Una fonte militare siriana ha tuttavia sostenuto che l'esercito di Damasco ha respinto l'attacco. La città di Hasaka è divisa in zone controllate dal governo di Damasco e aree sotto l'amministrazione curda, ed è una città strategicamente importante, perché si trova lungo la strada che unisce Raqqa con la città irachena di Mosul, nelle mani dei jihadisti da poco più di un anno.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter