A nord della Sardegna

L’Italia ha davvero venduto un pezzo di mare alla Francia?

L’Italia ha davvero venduto un pezzo di mare alla Francia?
Cronaca 19 Febbraio 2016 ore 06:00

Negli ultimi giorni è saltata fuori una notizia che ha fatto inviperire molti cittadini, soprattutto gli abitanti della Sardegna: secondo il sito Sassarinotizie.com, infatti, il Governo italiano avrebbe venduto, senza dir nulla a nessuno e soprattutto senza passare per il voto del Parlamento, una grossa porzione del mare compreso tra il Sud della Francia e, appunto, la Sardegna. Ad aver lanciato l’allarme è stato il deputato del Gruppo Misto Mauro Pili, che dalle pagine online di Sassarinotizie, il 12 febbraio scorso, aveva lanciato al Governo la pesante accusa non solo di aver svenduto parte del territorio italiano ai francesi, ma anche di averlo fatto senza il necessario assenso da parte del Parlamento, passaggio obbligato per accordi di questo genere. Ebbene, il deputato Pili è stato senza dubbio decisamente superficiale nel dare la notizia, poiché in realtà l’Italia non ha venduto alla Francia un bel niente, anzi, ha contribuito a riempire un vuoto normativo fra i due Paesi che stava cominciando a causare diversi problemi.

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Le accuse di Pili. Stando a quanto dichiarato dall’onorevole Pili al quotidiano sardo (qui sotto i documenti presentati come prova), il Governo, ancora nel marzo del 2015, avrebbe siglato con la Francia un accordo di vendita della parte di acque a Nord della Sardegna considerate le più pescose dell’area. Nei giorni scorsi la Francia, che secondo Pili avrebbe già provveduto all’approvazione parlamentare dell’accordo, avrebbe unilateralmente fatto partire l’efficacia del patto, e a farne le spese sarebbe stato un peschereccio italiano, che dopo essersi recato nelle consuete zone per fare il proprio lavoro sarebbe stato ricacciato indietro dalla Guardia Costiera francese, che avrebbe additato quella porzione di acque come territorio a pieno titolo loro. Pili concludeva sostenendo l’illegittimità dell’accordo, non essendoci stata l’approvazione da parte del nostro Parlamento, nonché la scelleratezza della scelta generale di vendere alla Francia parte delle nostre terre.

L’interrogazione parlamentare precedente. Ciò che però forse l’onorevole Pili non ricorda è che tra la fine di gennaio e l’inizio del febbraio scorso già ci fu un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministero degli Esteri proprio per chiedere delucidazioni circa quanto accaduto al peschereccio italiano, che nel frattempo era addirittura stato sequestrato per un breve periodo dalle autorità francesi. Il Ministero spiegò allora come anzitutto da parte della Francia ci fu un grossolano errore di valutazione, tanto che nei giorni successivi Parigi ebbe modo di scusarsi con l’Italia e con il proprietario del peschereccio per l’accaduto.

 

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In secondo luogo, circa l’accordo del marzo 2015, che effettivamente c’è stato, si chiarì che non riguardava assolutamente la cessione da parte dell’Italia di alcune aree marittime alla Francia, ma era semplicemente l’esito di un lungo negoziato condotto dai due Paesi tra il 2006 e il 2012 e che aveva come oggetto lo stabilire con precisione i confini marittimi fra Italia e Francia secondo le nuove norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (cfr. il grafico esplicativo qui sopra). L’accordo colmerebbe quindi un significativo vuoto giuridico, avendo portata generale e riguardando «i mari territoriali, la piattaforma continentale e le acque sotto la giurisdizione» dei due Paesi (qui il documento con la precisazione ufficiale del Ministero degli Esteri). Al momento sono in corso approfondimenti da parte delle amministrazioni competenti, al termine dei quali sarà effettuata una valutazione globale sull’accordo del 2015, anche ai fini dell’eventuale avvio della procedura di ratifica parlamentare.

Nessuno ha venduto nulla, dunque. Più che di una bufala, comunque, si può parlare di una notizia data con eccessiva superficialità, e forse anche con un pizzico di propagandismo. La verità dei fatti, riassumendo, è che fra Italia e Francia è in corso da quasi 10 anni un dialogo per stabilire i nuovi confini marittimi fra i due Paesi secondo le ultime norme del diritto internazionale, e che lo scorso marzo si è forse giunti alla tanto agognata mediazione, su cui le autorità competenti stanno compiendo gli ultimi accertamenti. Nel frattempo, la Guarda Costiera francese ha erroneamente considerato un peschereccio italiano come invadente delle proprie acque, proprio per l’attuale confusione che c’è circa questa delimitazione.

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