La polemica è servita

Lo schermo della discordia sul Palazzo della Ragione

Lo schermo della discordia sul Palazzo della Ragione
02 Aprile 2015 ore 16:00

Sul tabellone si accende la polemica. Il maxi monitor appeso in piazza Vecchia per la mostra di Cory Arcangel ha sollevato una indignazione bipartisan. Il primo a dar fuoco alle polveri è stato Andrea Tremaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia e rigido censore di tutto ciò che accade entro le Mura. «Mi sembra un pugno in un occhio – ha sentenziato – è un impianto grosso ed evidente che stona davvero molto con la nostra piazza». Già malridotta, peraltro, dai lavori in corso attorno alla fontana del Contarini.

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Il sindaco Giorgio Gori, allertato, è subito corso a vedere. Trovandosi per una volta d’accordo con il rivale politico, che aveva prontamente sganciato l’immancabile interrogazione. Pare che Gori non abbia gradito né il tabellone luminoso né tantomeno quello che proietta: tra un’immagine artistica e l’altra, infatti, scorre anche qualche spot degli sponsor che, bontà loro, hanno sostenuto la mostra. Quasi il colmo per uno cresciuto nelle televisioni berlusconiane a pane e pubblicità, e che quindi dovrebbe comprendere più di ogni altro le esigenze promozionali. Ma tant’è. Il Comune ha intimato alla Gamec di togliere di mezzo lo schermo della discordia. Peccato che ben tre sovrintendenze abbiano rilasciato altrettanti permessi: dunque per gli organizzatori è tutto in regola, non si capisce il dietrofront del Comune, che pure era stato avvisato. «Ci era stato sottoposto un progetto diverso, meno impattante», sibilano da Palazzo Frizzoni.

La bega è servita, con tanto di rincorrersi di frenetiche telefonate nell’arco della rovente mattinata. All’insegna della ferrea logica del “tòca negòt”, già criticata a suo tempo dall’ex sindaco Bruni, tutto ciò che esce dalle righe a Bergamo crea scompiglio, agita le coscienze, turba il buongusto.

La trattativa (con la t rigorosamente minuscola, stavolta), o se preferite il braccio di ferro, è in corso. In campo è sceso nientemeno che Alberto Barcella, ex leader di Confindustria e presidentissimo Gamec: a lui il compito di mediare con Gori per uscire dall’impasse. Nell’attesa il tabellone resta al suo posto e assiste dall’alto alla disfida. Quasi divertito dall’affannarsi dei comuni mortali. Pardon, spettatori.

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