Lo sfogo

Il sindaco di Sarnico: «Prima segnalate i vicini, ora vi lamentate dei droni. Serve rispetto»

Giorgio Bertazzoli dopo le lamentele di alcuni residenti per l'utilizzo di mezzi tecnologici da parte delle forze dell'ordine per controllare il territorio

Il sindaco di Sarnico: «Prima segnalate i vicini, ora vi lamentate dei droni. Serve rispetto»
20 Aprile 2020 ore 13:50

«Una vergogna! Una vera vergogna! Per un mese ho ricevuto foto private, e ancora oggi le ricevo, di gente che fotografa e filma giorno e notte i propri vicini o avventori davanti alla propria casa, chiedendo massime pene per i trasgressori. Oggi arrivava la Polizia di Stato mandata dalla Questura di Bergamo su Sarnico per provare il supporto dei droni, anche a futuri scopi, come controllo e spaccio di stupefacenti ed altro e… apriti cielo! Si inneggia alla dittatura, al controllo sistematico delle persone, quando il 90 per cento delle stesse è registrata in tutti i social e chat inutili possibili del mondo!».

È il lungo sfogo che Giorgio Bertazzoli, sindaco di Sarnico, ha affidato domenica 19 aprile ai social, per evidenziare come se da un lato alcuni cittadini continuino a segnalare qualsiasi movimento vedano, dall’altro si scatenino lamentele per l’operato delle forze dell’ordine, impegnate a identificare e sanzionare chi non rispetta le norme anticontagio.

Entrambi comportamenti che indicano chiaramente come l’isolamento forzato, a cui siamo costretti da oltre un mese e mezzo, abbia portato diverse persone a livelli di insofferenza e di intolleranza sempre più alti. «Mi ricordo un mese e mezzo fa di gente che andava a sciare, tutto aperto, lungolago di Sarnico pieno, in barba a quello che stava succedendo, minimizzando la situazione – prosegue il primo cittadino -. A Pasqua e Pasquetta addirittura code a Pomezia per andare al mare, mentre qui sul territorio si esce per ogni minima cavolata e solo ieri in Lombardia ancora 1246 nuovi contagi ufficiali da Covid-19. In Cina, dove sono stato, sui social non si può ovviamente scrivere liberamente, segno che in Italia non c’è una dittatura! In Cina hanno messo il coprifuoco, l’esercito nelle strade, mentre qui dove si esce per qualunque cavolata e dove le Forze dell’Ordine sono tolleranti al 90 per cento il Coronavirus gira ancora e in un mese ha fatto 23 mila morti… tantissimi nostri familiari, amici, concittadini e solo a Sarnico oltre 60 morti in un mese, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso erano stati 6».

Il primo cittadino sottolinea come sia necessario il «rispetto per lo sforzo fatto finora! Rispetto per le nostre forze dell’ordine che per 1.300 euro al mese devono sentire le boiate di quelli che dicono: “dispiego di forze eccessivo”, “soldi buttati via”, “Stato tiranno”, ecc… non capendo elementarmente parlando, che le nuove tecnologie possono essere affinate anche per scopi futuri, che oggi la Polizia era su Sarnico per fare delle prove tecniche e non per vessare nessuno! Che magari anche quei poveri cristi della Polizia, oggi che è domenica, avrebbero voluto stare a casa loro, e non essere qui a provare droni a tutela della sicurezza di tutti! La nostra libertà finisce quando finisce quella altrui! Questa pandemia ci ha fatto capire ancor più che siamo legati indissolubilmente ad uno stesso destino. E certi commenti contro le forze dell’ordine, contro il lock-down forzato, trovano davvero il tempo che trovano perché se il Governo o la Regione non avessero imposto queste regole, oggi di morti non ne avremo 23 mila, ma ben oltre 100 mila e i contagiati sarebbero molti di più! E allora davvero sì che il Sistema-Paese sarebbe andato a rotoli… Quindi rispetto collettivo per lo sforzo di tutti quegli operatori in prima linea, non da ultima l’infermiera della Casa di riposo di Predore morta a 55 anni, nello svolgimento del proprio lavoro, così come i tantissimi medici, infermieri e forze dell’ordine che si sono ammalati e purtroppo deceduti».

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