Al 95′ una doccia gelida: vince lo Shakhtar

Al 95′ una doccia gelida: vince lo Shakhtar
30 Settembre 2019 ore 18:45

Secondo tempo

La Dea entra in campo con grinta e tiene bene il campo sin da subito. Al 53′ il Papu ci prova da fuori, ma Pyatov pare senza grandi affanni. Al 57′ doppio cambio per Gasp: dentro Malinovskyi e Gosens per Ilicic e Hateboer. Dopo qualche minuto necessario a ritrovare le misure, al 63′ arriva una grande occasione: Zapata arriva in spaccata su un bel cross teso di Gomez e mette la palla fuori di un nulla. Al 67′ si fa rivedere lo Shakhtar con un bel tiro di Taison, ma un minuto dopo è ancora la Dea a sfiorare il vantaggio: gran palla in verticale ancora per Zapata, che controlla e calcia ma colpisce Pyatov in uscita. Gasp tenta il tutto per tutto togliendo Masiello e inserendo Muriel. Al 75′ altra occasione: bel contropiede Pasalic-Zapata-Muriel, concluso da quest’ultimo con un tiro deviato in corner. Gli ucraini difendono e cercando di colpire in contropiede, come all’81’, quando è Stepanenko ad arrivare al tiro, su cui Gollini mette i pugni. La Dea è proiettata in avanti e all’88’ ci prova da fuori con Malinovskyi, il cui sinistro va fuori veramente di un nulla. Al 91′, invece, grandissima azione dell’Atalanta, con la palla che arriva in area al Papu, bravissimo a calciare di sinistro praticamente da fermo. Pyatov si deve allungare e mettere in corner. I giocatori nerazzurri sono stanchi, ma non demordono. E proprio questa ricerca della vittoria, alla fine, purtroppo ci frega: al 94′, proprio allo scadere dei minuti di recupero, lo Shakhtar ribalta velocissimamente l’azione e Salomon si trova solo soletto contro Gollini, lo evita e appoggia in rete il gol decisivo. Una beffa che fa malissimo, anche perché l’Atalanta ha dimostrato di giocarsela fino in fondo.

 

 

Primo tempo

Rispetto all’Atalanta impaurita e imballata vista due settimane fa a Zagabria, questa sembra tutta un’altra squadra. E subito, al 5′, arriva la prima occasione: Ilicic è bravissimo a lanciare Hateboer nello spazio, con l’olandese che arriva sul fondo e mette dentro un cross teso sul primo palo. Zapata ci si avventa, ma viene anticipato di un nulla. Sugli sviluppi del corner, svetta Pasalic, ma la palla finisce alta. Lo Shakhtar comunque non sta a guardare, ha tanta tecnica e prova a farla valere, ma senza rendersi mai pericoloso. Al 14′, l’episodio che può cambiare il match: grande uno-due in area tra Ilicic e il Papu, con lo sloveno che viene abbattuto dopo una finta di corpo. L’arbitro fischia rigore, che viene poi confermato dal Var. Dal dischetto si presenta lo stesso numero 72, che calcia di potenza ma trova Pyatov pronto. Che occasione buttata! La Dea però non si abbatte e continua a costruire gioco. Fino al 28′, il match è molto equilibrato, poi un altro lampo di Ilicic: lo sloveno vede l’inserimento di Pasalic, che si trova a tu per tu con Pyatov ma calcia incredibilmente sul palo. Appena sessanta secondi dopo, ci pensa Zapata: cross da destra di Hateboer, il portiere avversario va a farfalle mentre il colombiano sale in cielo e incorna di potenza per l’1-0. Al 30′ reazione ucraina, con un tiro potente da fuori di Marlos che Gollini è bravo a bloccare. Al 36′ ancora bravo Gollini, che respinge un destro di Alan. Al 41′, la pressione degli ucraini porta i suoi frutti: la Dea sbaglia l’uscita palla al piede, Alan recupera e lancia benissimo in profondità Junior Moraes, che salta Palomino in velocità, evita Gollini e deposita in rete il pareggio. Ultimo brivido per la Dea al 46′, quando su punizione Marlos colpisce la traversa. Ora un po’ di riposo, chiariamoci le idee e torniamo in campo carichi, forza ragazzi!

 

 

Le formazioni ufficiali

È la serata della storia, quella che tutti i tifosi nerazzurri aspettavano: allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro di Milano, l’Atalanta ospita gli ucraini dello Shakhtar Donetsk nella seconda partita del girone di Champions League. Dopo la batosta presa a Zagabria contro la Dinamo due settimane fa, i nerazzurri hanno voglia di rifarsi. In campionato le cose sono già girate per il meglio (pari con la Fiorentina e importanti e convincenti vittorie con Rome e Sassuolo), ora bisogna fare il salto di qualità anche in Europa. Per l’occasione, sono oltre venticinquemila i tifosi bergamaschi accorsi a Milano e il Meazza è una meraviglia. Alla Scala del calcio, il Gasp punta sui suoi migliori undici, tenendo fuori praticamente tutti i nuovi e puntando “sull’usato sicuro”, con una sola novità in mezzo al campo: fuori Freuler e dentro Pasalic. Ma ecco le formazioni ufficiali delle due squadre:

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Masiello, Palomino; Hateboer, Pasalic, De Roon, Castagne; Ilicic, Gomez; D. Zapata. All. Gasperini.

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Bolbat, Kryvtsov, Matviyenko, Ismaily; Stepanenko, Alan Patrick; Marlos, Kovalenko, Taison; Junior Moraes. All. Castro.

 

 

Le ultime da Zingonia
di Fabio Gennari

Luci a San Siro, c’è la Dea da trascinare verso il successo. Il giorno dell’esordio casalingo in Champions League è arrivato, non si gioca a Bergamo (quello accadrà domenica contro il Lecce), ma lo stadio Meazza di Milano è una cornice da emozioni forti: si va in scena alla “Scala del Calcio” e l’appuntamento è alle 18.55 contro lo Shakhtar Donetsk di mister Castro. La gran parte degli oltre venticinquemila tifosi bergamaschi partirà appena dopo pranzo e l’attesa è altissima ormai da giorni.

 

 

Appuntamento decisivo, vincere per allungarsi la vita. I tre punti in palio contro la formazione ucraina che ha già giocato più di centoventi gare in Champions League (l’Atalanta è ferma a quota 1) sono decisivi per la storia del girone. Dopo lo 0-4 di Zagabria sarà necessario portarsi a quota tre punti sperando che il Manchester City in casa sua faccia quello che tutti si aspettano, cioè batta i croati. L’Atalanta a quel punto appaierebbe la Dinamo Zagabria e lascerebbe a quota 0 lo Shakhtar. Uno scenario che consentirebbe alla Dea di tenere vive le speranze di passaggio del turno (in Champions o in Europa League) fino all’ultima giornata. La gara è complicata, gli avversari sono forti in attacco e meno belli in difesa, ma la Dea ha più o meno le stesse caratteristiche pagando lo scotto dell’inesperienza. A colmare quel gap ci penseranno i tifosi: non ci sarà il clima “ostile” di Zagabria, stavolta il rapporto è di 1 a 100: 250 sostenitori ospiti attesi a Milano, 25 mila quelli bergamaschi che faranno di tutto per trascinare l’Atalanta. La Curva Pisani ha chiesto a tutti di portarsi una bandierina per colorare i settori dello stadio aperti, ovvero tutto il primo anello e la zona arancio del secondo.

 

 

Gasperini e il dubbio Gomez. Forse risolto. «Le partite di Champions League sono sempre importanti, ma questa lo è un po’ di più. Può diventare decisiva in prospettiva, la sconfitta di Zagabria ci mette nella situazione di dover cercare a tutti i costi il risultato pieno e questo è condizionato anche dal fatto che i gironi di Champions League sono di sole sei partite. Dobbiamo cercare di fare il massimo». Il mister dell’Atalanta Gasperini ha analizzato con lucidità la situazione e per fare un grande risultato serviranno diverse componenti. «In questo tipo di partite sono fondamentali tante cose, bisogna difendere e attaccare bene perché sono gare di alto livello e la dimostrazione l’abbiamo avuta in Croazia. È una gara importante per noi e anche per loro, visto che tutti vogliamo passare il turno. Serve tutto: tecnica, tattica e parte atletica. Oltre alla testa. Sono gare in cui ogni dettaglio ha un peso molto importante». Parlando della formazione, il condottiero atalantino è stato abbastanza netto: «Il Papu Gomez è da valutare, ha preso una botta al polpaccio e dobbiamo decidere». Alla fine, il numero 10 potrebbe comunque essere in campo.

 

Formazione: possibili alcune sorprese. Detto di Gomez, il resto della squadra sembra abbastanza definito anche se ci sono possibili sorprese in tutti i reparti. Gollini, Palomino, de Roon, Malinovskyi e Zapata sono certi di una maglia dal primo minuto; in difesa i favoriti a completare il reparto sono Toloi e Kjaer ma in ballottaggio entrano pure Masiello (che può giocare anche a destra) e Djmsiti per un reparto con cinque uomini a disposizione per tre posti. In mezzo al campo Freuler è favorito su Pasalic per il ruolo di interno, le corsie esterne dovrebbero essere occupate da Gosens e Castagne con Hateboer che entra comunque nei ballottaggi e poi c’è il tema dell’attacco: se Gomez (come sembra) recupera senza problemi giocherà lui vicino a Malinovskyi con Zapata punta centrale (3-4-2-1), se invece l’argentino andrà in panchina allora dentro Ilicic per il classico 3-4-1-2. Muriel ha recuperato, ma andrà in panchina pronto a dare una mano.

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