Comunque solo applausi

Per l’Under 17 e l’Under 16 è un finale di stagione amaro

Per l’Under 17 e l’Under 16 è un finale di stagione amaro
Cronaca 21 Giugno 2018 ore 16:35
L’amarezza dell’Under 17 dopo la sconfitta in finale con la Roma. Foto Atalanta.it

 

Cala il sipario anche sulle ultime formazioni nerazzurre impegnate questa settimana nelle fasi finali. Purtroppo sia l’Under 16 che l’Under 17 sono tornate a casa senza trofei dalle rispettive trasferte in Emilia Romagna, anche se le due storie sono state diverse tra loro. Andando in ordine cronologico, sono stati i calciatori classe 2002 i primi a dire addio al sogno scudetto, per la precisione martedì 19 giugno sera allo Stadio Morgagni di Forlì. La semifinale contro la Juventus, campione d’Italia in carica, è stata fatale all’Atalanta, costretta a capitolare nei tempi supplementari dopo aver assaporato a lungo la possibilità di andare ai calci di rigore. Al termine di una grande prestazione iniziata nel migliore dei modi con la magia di Vorlicky, i nerazzurri salutano con amarezza il campionato Under 16 fermandosi al penultimo atto. Il gioiellino della Repubblica Ceca prende la palla al limite della propria area e si invola verso quella avversaria con una forza fisica impressionante che gli permette di arrivare a tu per tu con il portiere torinese e batterlo con l’esterno destro. La rimonta juventina porta la firma di Pittavino, abile a superare l’estremo difensore bergamasco Pisoni con un mancino da posizione defilata. Ci pensa poi il capitano bianconero Lamanna, al novantesimo minuto, a realizzare il gol che vale la finalissima contro l’Inter, sugli sviluppi di una mischia davanti alla porta nerazzurra. Un epilogo sfortunato per i ragazzi di Zanchi, che hanno giocato alla pari di fronte a un’avversaria molto forte e organizzata.

 

[Lukas Vorlicky, talento dell’Under 16. Foto Atalanta.it]

 

L’Under 17 invece, mercoledì 20 giugno, non centra il titolo di categoria e crolla in extremis perdendo lo scudetto in favore della Roma. Una finale dalle mille emozioni e dal tasso tecnico elevatissimo si conclude con un’altra delusione per il vivaio nerazzurro. Un’Atalanta sempre in vantaggio si fa raggiungere in due occasioni e superare a tempo quasi scaduto. La corazzata di Bosi scende in campo con il piglio giusto creando subito diversi pericoli in attacco. Quando sale in cattedra Cortinovis la Dea si illumina: lancio del numero 10 bergamasco perfetto per il contropiede fulmineo di Traore, l’esterno ivoriano effettua un filtrante con i giri giusti per l’inserimento di Piccoli che davanti al portiere non sbaglia segnando il quarto gol in tre partite nelle fasi finali. Il bomber nerazzurro è una sentenza e quando bisogna incidere difficilmente non riesce a farlo. La risposta capitolina arriva poco dopo, quando Kichi commette un’ingenuità atterrando in area Parodi e l’arbitro fischia il rigore; alla battuta si presenta l’eroe di giornata Silipo, che fa centro. Cortinovis, però, non ne vuole sapere di perdere l’incontro: altra magia palla al piede del riccioluto centrocampista orobico, che salta tre uomini con una facilità impressionante, apre sul lato opposto per Traore che rientra sul mancino e la mette in rete. Ma gli uomini di Bosi stranamente traballano e incassano anche la seconda marcatura realizzata dalla distanza da Silipo con una saetta nell’angolino. Nel finale, la maggiore cattiveria agonistica mostrata dai giocatori della Capitale permette loro di centrare il gol scudetto con Bucri, bravo a staccare di testa più in alto di tutti e a piazzare la sfera sul palo opposto rispetto alla posizione di Gelmi. Un sigillo decisivo, che condanna la formazione bergamasca alla sconfitta e consegna la finale e il titolo alla Roma.

 

[Cortinovis dell’U17 protagonista anche in finale. Foto Atalanta.it]

 

Per entrambe le truppe nerazzurre, comunque, applausi a scena aperta dal pubblico atalantino per aver messo in mostra ottimi elementi e aver giocato un calcio propositivo durante tutta la stagione. Rimane il rammarico dipinto sul viso dei protagonisti alla fine delle gare, perché loro sanno che avrebbero potuto festeggiare grandi traguardi. Attestati di stima arrivano invece da tutta Italia per essere riusciti a portare nelle fasi finali tutte le annate che hanno partecipato ai campionati nazionali. Manca ancora qualcosa per vincere gli scudetti, è vero, ma il percorso di crescita iniziato da questi ragazzi sta procedendo spedito e i risultati sono evidenti nonostante alcuni sfortunati episodi. L’obiettivo è quello di ripartire tra qualche mese dalla consapevolezza di avere a disposizione grandi talenti, tra i migliori di tutto il panorama calcistico italiano. La stagione è appena finita, però non aspettiamo altro che rivedere i gioiellini dell’Atalanta tornare in campo a farci emozionare come hanno fatto negli ultimi dieci mesi.

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